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venerdì 20 aprile 2018

Poesie naturali



Conchiglia

Memoria minerale di animale
fluttuata lentamente
sul liquido silenzio del fondale.

E trascinata via dalla corrente
in tumultuose erranze
migrante per azzurre lontananze.

Per chi all'orecchio adesso ti avvicina - 
raccolta sulla sabbia una mattina - 
hai solo una canzone da cantare:

la nostalgia del mare.





La poesia è minerale.

Sedimenta nell'inconscio, stratifica nella memoria, fino a quando qualcosa o qualcuno non inizia a smuoverla.

La poesia è animale.

Felina e sinuosa si nutre nelle oscurità dell'anima, dove istintiva alberga, e rapida si dilegua.

La poesia è personale.

Viaggi e percorsi emotivi disegnano mappe interiori. Siamo storie nelle geografie.

La poesia è naturale.

Sgorga come nasce, e tale soffia, incessante. 


Di queste e altre qualità trabocca la poesia di Alessandra Berardi Arrigoni. Una voce increspata, carica di riverberi e ricca di odori, canta l'alternanza degli elementi naturali che ci circondano, talvolta sovrastano, più spesso ci interrogano e coinvolgono; esortandoci ad una contemplazione assorta e prospettica, persino magica, della nostra esistenza.



In questa tela onirica si innesta, in modo superbo, l'acquerello di Marina Marcolin. Il suo tratto poetico ha la dinamicità circolare del vortice che invita al raccoglimento interiore, mentre fuori, il mondo delle parole, sibila i suoi tumulti; in quelle tinte tenui, ai limiti del monocromatico, sembra celarsi il mistero di un pennello intriso della polvere di roccia, immerso nelle onde del mare. Quando l'acqua si asciuga, della vita resta il sale.


"Come ogni isola io non so stare
senza l'abbraccio fra terra e mare."

"Poesie naturali" - Alessandra Berardi Arrigoni, Marina Marcolin - Topipittori

sabato 7 ottobre 2017

Una foglia


Corsivi corsari. Come quelli di una foglia che, manifestando un anelito umano, si stacca dall'albero per andare a vedere come è fatto il mondo. 


«Pensò semplicemente che era bene prendere il vento come si prende un tram».


«Così, quando arrivò una raffica di vento più forte, lei ci saltò dentro al volo».


Il testo di Silvia Vecchini resta lassù, leggero e sospeso nel vento; sono le illustrazioni di Daniela Iride Murgia a toccare terra, e allagare la scena.


Calando la narrazione plumbea, interiore, eterea, in un variopinto e dinamico safari urbano, con i suoi attori, istanze e umori.


Le illustrazioni della Murgia, sempre così minuziose, curate, preziose, allagano il foglio bianco di quadricromie che si fanno binari e pozzanghere, scaricando a terra la loro linfa vitale. 


E' un incontro magico quello tra l'istanza puramente interiore del viaggio e quella rivelante della scoperta che si manifesta attraverso la fisicità del contatto.


Per un attimo anche il vento si ferma, e osserva incantato.



 "Nemmeno il vento se n'era andato. E lui soffia dove vuole".


Silvia Vecchini conferma la propria maestrìa nel raccontare la poesia delle piccole cose, senza artifici e al riparo da morali. Daniela Iride Murgia diventa ogni giorno più preziosa, con i suoi sguardi che restituiscono il fascino dei gesti antichi e il sapore delle cose buone; il suo tratto è uno dei più caratteristici della scena illustrativa italiana. Edizioni Corsare si mantiene editore rigoroso e coerente, nelle sue scelte narrative e stilistiche, privilegiando la qualità alla quantità delle pubblicazioni. Poche, davvero buone.

Ci vuole coraggio a lasciarsi andare come "una foglia".  Un albo prezioso che ha meritatamente vinto il "Premio Rodari 2017" per la sezione Albi illustrati.

"Una foglia" - Silvia Vecchini, Daniela Iride Murgia - Edizioni Corsare

lunedì 25 gennaio 2016

Acquaria

 
"Dappertutto intorno a me vedevo banchi di pesci.
E’ questo il primo ricordo che ho dell’infanzia.
L’acqua è mia madre
E io sono schiuma
Che ha imparato a volare.

Non potrebbe essere che così,
perché sono solo una nuvola,
una nuvola sola.
Sono respiro del mare,
pensiero leggero
che si arrende al vento".

Con queste parole esordisce "Acquaria" di Gek Tessaro, Artebambini.


Ovvero il mondo visto dall'alto, con gli occhi di una nuvola. Che vaga, osserva, annota, sfiorando tutto senza concedersi il lusso di potersi soffermare su nulla, che è già altrove. Attraverso i suoi occhi passa di tutto, la natura superba e creatrice, fatta di acqua e vento, mari e monti; la civiltà dell'uomo con le sue potenti contraddizioni di corse frenetiche e spazi urbanizzati, ristretti, dove anche i pensieri escono accartocciati. La nuvola che nasconde e svela, che qualcuno o qualcosa sfiora. La nuvola fondamentalmente sola.

E' un libro dove in pillole, o se volete in gocce, vengono condensati tanti formidabili spunti di riflessione. Gek Tessaro è uno degli autori-illustratori più amati, ma questo è un libro particolarmente introspettivo, poetico e paradigmatico, sull'essere, sul divenire, sulla capacità di guardare dentro (a fondo) e davanti (oltre), sull'essenza e la dimensione del viaggio, che il dipanarsi musicale e visionario della sua trama ci solleva da terra spingendoci oltre i limiti della quotidiana contingenza. Parole e disegni sono una cosa sola, e davvero "unica". Un libro di confine e di frontiera, come in fondo lo è Artebambini, la casa editrice che lo ha pubblicato.


Questo per me non è un libro come gli altri. Questo per me non è solo un bel libro.

Questa copia viene direttamente dal Salone Internazionale del Libro di Torino 2015 dove ho fatto lo Stage presso l'Editore Artebambini.

Questa è la prima pietra su cui è ho edificato la libreria "Storie a colori".

Ha in sé il ritmo dell'onda, la forza della roccia, il suono del vento, la magia del sogno. Da perseguire, sempre, e con tutte le forze di cui disponiamo.

 

"Sono per ciascuno la forma
dei suoi sogni diversi"

Penso che Gek non poteva scegliere parole migliori per augurare ad ognuno di noi un "buon viaggio".