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domenica 10 settembre 2017

Lettere fra i lacci

 

Una storia dal sapore antico, un abbecedario delle emozioni, con le lettere sparse tra le pagine come tante isole, legate dal filo sottile e invisibile della narrazione che si dipana.

 
"Lettera fra i lacci" narra la storia di una famiglia umile, composta da 7 fratelli che vivono con la nonna, perché la madre lavora lontano; quando torna la domenica tutta la famiglia si stringe a lei sul lettone, ad ascoltare le sue storie. Il lunedi è l'unico giorno in cui può accompagnare i figli a scuola. 



Flor ha 7 anni ed la più grande, è una bambina giudiziosa che segue alla lettera le disposizioni impartite dalla madre; è lei che veglia sui fratellini, li accompagna a scuola scendendo dalle montagne per un percorso lungo chilometri; Flor parla con le lettere, le ama, perché sono loro che ti consentono di ascoltare quelle storie che racconta la mamma.

 
 
Flor ha un grande sogno: diventare maestra. E quando lo svela alla madre, commossa la abbraccia. Nello studio è la misura di un riscatto sociale.

 


L'io narrante è affidato ad un fratellino di Flor: per lui le lettere sono segni strani, complicati, a lui non dicono niente: "Secondo me sanno che a me non piace affatto leggere e allora stanno zitte perché sono arrabbiate con me".

 

La storia, scritta da Cristina Falcon Maldonado, è sapientemente illustrata da Marina Marcolin, che le conferisce un fascino antico, quasi ingiallito, di memorie perso nel tempo, eppure pronto a ravvivarsi di scatto in un guizzo, un'immagine, come una foto presa per mano dopo tanti anni, che alimenta il flusso inarrestabile dei ricordi.
 
 
 
"Lettere fra i lacci" è una soave e potente epopea familiare, a cui è difficile restare indifferenti.


Evoca il fascino delle storie di vita di un tempo, neppure troppo lontano, ma di cui forse ci siamo già dimenticati.

"Lettere fra i lacci" - Cristina Falcon Maldonado, Marina Marcolin - Kalandraka Italia

martedì 7 marzo 2017

Il puzzle infinito


Tra le nuove uscite di questo periodo, ci preme sottolineare questa, di Kalandraka.


Scorrendo tra le pagine di questo libro vien da pensare che le grandi lezioni di Bruno Munari circa il far entrare i bambini a contatto con i materiali, facendoli sperimentare, liberando la loro capacità di espressione e creazione, sia giunta forte e viva ai nostri giorni. 
 
 
 Ed è questo che ci preme evidenziare di questo libro variopinto e articolato, e pieno zeppo di grandi messaggi. Perché questo albo tratta argomenti importanti: parla di diversità, elemento che ci accomuna; nel nostro essere tante piccole tessere, ognuna con le proprie peculiarità, messi insieme costituiamo qualcosa di nuovo e più grande; non ultimo, nella vita non si butta via "quasi" niente. 



Ebbene si, questo albo è anche un giocoso trattato di ecologia e di tecnica del riciclo, in quanto i simpatici cubotti che costituiscono figure e personaggi, altro non sono che piccole scatole di cartone di diversa fattura, che l'autore raccoglie, dipinge, per utilizzarle a mo di cubotti, tessere, costruzioni, di un ampio puzzle. "Infinito". Proprio nelle ultime pagine del libro l'autore svela alcune tecniche di lavorazione, mostrando alcuni esempi compositivi sull'utilizzo delle scatole per creare oggetti e figure.



Ultimamente siamo bombardati di pubblicazioni che, nell'ansia di veicolare messaggi corretti e intelligenti ai nostri figli, spesso finiscono per mettere in secondo piano l'aspetto ludico e narrativo che dovrebbe essere "proprio" e "primario" dei libri destinati ai bambini; ecco, questo libro fa esattamente questo. Giocando si impara, esplorando si entra a contatto con il mondo esterno. Soprattutto, più di tante parole, conta il buon esempio.


E ora, cari bambini, aguzzate l'ingegno. Il mondo è vostro.

"Il puzzle infinito" - Diego Bianki - Kalandraka