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venerdì 5 maggio 2023

Come inchiostro nell'acqua



 "Buio.

Non un buio normale. Anomalo.

Intanto, è assolutamente certa di avere gli occhi aperti, eppure non vede nulla, anzi, sembra che l'oscurità vi prema contro come qualcosa di solido, quasi volesse entrarle dentro. Perciò li serra, spaventata, e si concentra sugli altri sensi."

Inizia così, tra le pagine nere e inchiostro bianco, il nuovo romanzo di Sara Allegrini, Come inchiostro nell'Acqua, edito da Il Castoro, per la collana Hot Spot.

E' una storia potente, forte, quella di Io, è così che ha deciso di chiamarsi la protagonista di questo romanzo. una storia che prende l'avvio nel momento in cui Io non ricorda il suo nome, non riconosce il luogo nel quale si trova, non sa per quale motivo sia li.

E' in quel momento di sospensione e smarrimento il buio, a volte, si dirada e Io incontra Mel, un'adolescente goffa e arruffata nei suoi vestiti larghi con una vita complicata e dolorosa alle spalle, e Julian, un ragazzo dolce e gentile, e Flo una bambina senza voce, più una serie di altri personaggi, tutti apparentemente distanti, scollegati, sconnessi tra loro ma che in realtà costruiscono, tutti insieme, la trama di un romanzo che fa riflettere, emozionare, piangere, sobbalzare il cuore pagina dopo pagina.

Sara ci aveva abituato alla sua scrittura schietta e senza fronzoli, in passato ci aveva raccontato storie "forti" di adolescenze difficili, ma con questo suo ultimo romanzo ha davvero scavato nelle buie profondità di anime belle ma piene di dolore e solitudine, prendendole per mano e accompagnandole verso la luce.

Sara Allegrini - Come inchiostro nell'acqua - Il Castoro

martedì 15 ottobre 2019

Stalker


Subire una violenza, essere oggetto delle sgradevoli attenzioni di un uomo, essere vittima di una stalker, tutto ciò è qualcosa di abominevole e spaventoso.

"Stalker" d Daniele Nicastro si legge tutto d'un fiato e con avidità, ci si immedesima in Floriana, e insieme alla protagonista si vivono una serie di emozioni e sensazioni che poi ti restano aggrappate addosso per un po', dalla paura alla rabbia, alla speranza, passando attraverso atavici sensi di colpa e al dolore dei ricordi che lentamente svaniranno. La storia è potente perché contiene tutti quegli aspetti, soprattutto psicologici, che appartengono a chi purtroppo è vittima di stalking e che bisognerebbe imparare a conoscere e riconoscere; e leggerlo potrebbe essere d'aiuto a tante ragazze, a tante donne.

La forza di "Stalker" è proprio questa esta nell'immediatezza con cui un tema spinoso e assolutamente attuale viene trattato, e raccontato con gli occhi di un'adolescente.

E' un bel libro, una storia narrata col il giusto garbo e delicatezza, un libro da consigliare, da leggere e da regalare.

"Stalker" - Daniele Nicastro - Einaudi Ragazzi

sabato 30 dicembre 2017

Hamelin, la città del silenzio


Verso la fine del 1300 ad Hamelin, Hameln in Germania, 130 bambini sparirono nel nulla. La leggenda, quella poi ripresa dai fratelli Grimm, narra che si allontanarono dalla città seguendo un magico pifferaio. Nessuno è mai riuscito a scoprire la causa vera della sparizione. Forse la peste, forse l'emigrazione, forse un'inondazione, forse la Crociata dei fanciulli. Della vicenda, però, si hanno testimonianze. Nel museo della città è esposta ancora oggi la riproduzione di un'antica vetrata della chiesa che raffigura un pifferaio seguito dai bambini. La finestra originaria risaliva al 1300. La stessa storia racconta un'iscrizione su di un antico palazzo, da tutti chiamato Rattenfängerhaus, la casa del cacciatore di topi. Ancora oggi ad Hamelin, in Bungelosenstraße, la via senza tamburi, è vietato cantare e suonare.


( .. accendo una candela e spengo la luce in camera. Poi mi dirigo verso lo stereo e metto un po' di musica. Parte un giro di chitarra dal vago sapore medievale, presto accompagnato dal sibilo di un flauto dolce. Siamo io, il buio e la luce, la musica e un libro. Che inizio a sfogliare ..)  



Le strade di Hamelin. Deserte e silenziose. Pochi, e frettolosi passanti la percorrono. Nemmeno un bambino. A noi ragazzine e ragazzini è vietato scendere per strada. Chiusi nelle nostre stanze, non possiamo giocare con gli altri bambini. Ci si consola con i giocattoli che il nonno costruisce per noi. E' il più vecchio del  paese, e ben conosce il motivo di quel divieto. Un tempo le vie e le piazze di Hamelin erano piene dello scorrazzare e del vociare di bambine e bambini. Ma disturbavano i grandi e così fu loro vietato di scendere in strada. Tristi, rimasero chiusi tra le quattro mura di casa fino a quando, una notte, sentirono la dolce e allegra voce di un piffero. Scesero tutti. Tutti seguirono il pifferaio. Tutti scomparvero. Tutti tranne il nonno. Era zoppo, e non riuscì a seguirli. Da allora anche la musica fu vietata, e Hamelin divenne la città del silenzio. Da allora non più una nota è risuonata in città. Spesso, prima di dormire, ripenso al racconto del nonno. Anche stasera. Ma ecco, attraverso una finestra, giungere dalla strada la dolce e allegra melodia di un organetto ...



Alice Barberini ha un dono straordinario: con le sue tavole riesce a fermare il tempo. Ti lascia li, sospeso, come un bambino alla finestra, nell'attesa che si compia qualcosa di straordinario. La mia sospensione è iniziata due anni fa, la libreria aperta da poco, e io giravo per gli scaffali a studiarmi i libri. Quando presi in mano "Il cane e la luna", un albo, all'epoca, appena edito. Ne rimasi totalmente invischiato. Quella tavola, il muso del cane raccolto tra le mani del bambino. Sono rimasto orfano di quegli occhi, e quello sguardo, per due anni. Fino a quando non è uscito "Hamelin". Che di occhi e sguardi, trabocca, come una fonte benedetta. Se la narrazione non è fatta di sole parole, ma anche di sguardi, e gesti, questo libro è il più bel dono che un albo illustrato ci abbia portato in dote in questo 2017.



(... mentre sfoglio il libro, la canzone prosegue, quando ascolto cantare queste parole..)




And it's whispered that soon, If we all call the tune,
Then the piper will lead us to reason
 And a new day will dawn  
For those who stand long
And the forest will echo with laughter.



"Hamelin" è un albo straordinario, in cui trovi di tutto; la luce e il buio, la musica e il silenzio, la solitudine e il gioco; la tristezza che esplode in gioia; la potenza arcana del fiabesco; la cura in ogni dettaglio. Le parole, poche, ingegnose, illuminano e scaldano mentre sgattaiolano lungo le strade deserte; alcune restano impresse sui muri, come targhe, o penzolano sulle insegne. 


Un mirabile gioco di inquadrature che si alternano: il quadro, la fotografia e il cortometraggio. C'è, soprattutto, la poetica degli occhi e degli sguardi, in tutta la sua eloquenza narrativa: il tempo che si arresta e cristallizza ogni ricordo; la solitudine e il divieto che li velano di tristezza e mestizia; il guizzo esplosivo della felicità, i sorrisi e la corsa in strada, in un piccolo paese che torna a popolarsi di giochi, musica e voci.


( ... entra la batteria, il canto prosegue, ascolto queste parole.....)


Your head is humming and it won't go
In case you don't know
The piper's calling you to join him
Dear lady, can you hear the wind blow
And did you know
Your stairway lies on the whispering wind.



In "Hamelin" respira il mondo delle piccole cose che rendono triste, o felice, un bambino. La potenza di questo albo, a ben vedere, sta proprio in questo. Perché Hamelin alberga nel fondo dei nostri animi. Nei rifiuti ricevuti, nelle concessioni accordate, nei giochi condivisi, negli spazi conquistati, in tutto questo e altro, i ricordi si arrestano, o tornano a correre lungo le strade del pensiero. In "Hamelin" si rinnova e si tramanda il nostro spirito fanciullo. 



Per questo è una straordinaria finestra per osservare, e comprendere, il meraviglioso mondo dell'infanzia. Il tutto impreziosito da alcuni dettagli che segnano la finezza interpretativa dell'animo, nella mano di chi l'ha disegnato. Il cane che appoggia la zampa sulla schiena del bambino, mentre questi osserva la luce esterna filtrare dalla finestra; il cane che osserva la luna piena, nel mezzo della strada deserta; il ranocchio giocattolo, che dalla finestra osserva, anch'esso, la luna, mentre nel letto dorme la bambina. 



(.. la canzone è finita, e io lascio parlare il libro ..)

Poi un giorno, l'uomo con la macchina che suonava mi venne vicino. Suonò per me, e io scoprii di non avere paura. La sua musica mi rendeva felice. Ma dalla finestra, il nonno sentì la melodia di molti anni prima. Scese in strada e con il bastone fece a pezzi la macchina che suonava.

"Perché quella notte non mi hai portato con te?" gridò.

L'uomo rispose: "Per far giocare ancora i bambini che sarebbero nati in questa città".

"E i bambini di quella notte, dove sono andati?", chiesi io.

"In tutta la musica del mondo", mi rispose l'uomo.



C'era una volta, e c'è ancora, una città di nome Hamelin. A ricordarci che la vita concede a tutti una seconda possibilità. E nella proibizione non passa la strada per la felicità. 



N.B. La canzone citata, di cui sono riportati alcuni versi, è la celebre "Stairway to Heaven" dei Led Zeppelin. 

Hamelin, la città del silenzio - Alice Barberini - Orecchio Acerbo

sabato 26 marzo 2016

Nell'erba


Dopo ogni Pasqua c'è la "Pasquetta", tradizionalmente sinonimo di gita fuori porta, scampagnata all'aria aperta. Dove riscopri odori, fragranze, sensazioni. Emozioni e colori. Uno un particolare domina in queste ricorrenze, fino a debordare: il verde. 
 
Come un flash mi è apparso in mente il libro "Nell'erba" di Yukiko Kato e Komako Sakai, edito da Babalibri. Dove la piccola Yuchan, al fiume con la famiglia, vede una farfalla colorata svolazzare e la curiosità la induce a correrle dietro, fino ad attraversare ondate di verde sinuoso e fluttuante come certe maree, che al levarsi del vento paiono dune di sabbia deserta che ti sale fino agli occhi. La piccola Yuchan penetra in una natura viva che la circonda fin quasi a sovrastarla, al punto di spaventarla. Nel momento di paura e smarrimento arriva in soccorso la madre, quasi una miracolosa apparizione a ricomporre il moto circolare delle cose.
 
"Nell'erba" è un libro suggestivo, traboccante di sensazioni visive, sonore e tattili. Dalle grandi panoramiche illustrative allo zoom su alcuni particolari, dai piedi della bambina, al suo busto che fa capolino tra la marea d'erba; alcuni disegni restituiscono proprio la sensazione reale di quando, camminando nell'erba alta e tra le piante, scostando la vegetazione dinanzi, all'improvviso ti appare davanti la visione di una cosa o persona. Il suono è quello del vento e del fiume, dell'accatastarsi dei pensieri nella testolina della piccola Yuchan che, a mano a mano che lo spavento cresce, si fanno rumore.
 
 
Le sensazioni tattili sono quelle dettate dall'erba, che è al contempo sfondo e soggetto narrante della vicenda; è lei che emana "fresco profumo", che fa "impigliare i piedi", che attraverso le sue foglie "pizzica alle gambe, produce solletico". Ed è sempre lei che "si muove come le onde del mare, arriva alla pancia, supera le spalle" fino a "guardare dall'alto" facendo scomparire la farfalla, "accarezzando le guance". E' nell'erba che l'elemento visivo, descrittivo e sonoro trovano la perfetta quadratura del cerchio. Pensiero, significato, senso.
 
 
"Nell'erba" trasforma una piccola storia di quotidiana curiosità in una delicata epopea narrativa. Alla scoperta delle piccole cose dove sono celate le grandi verità. Ci mostra altresì con scrupoloso dettaglio e ad alta definizione, cosa significhi guardare il mondo con gli occhi di un bambino, ponendo il nostro pensiero all'altezza del suo sguardo cognitivo. Un viaggio che cambia radicalmente la percezione di quelle cose che sovente diamo per scontate.
 
Fosse anche solo per questo, e al netto di tutta la poesia di cui sono impregnate le pagine, sarebbe un libro da leggere.

Nell'erba - YUKIKO KATO - KOMAKO SAKAÏ - #Babalibri