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venerdì 20 aprile 2018

Poesie naturali



Conchiglia

Memoria minerale di animale
fluttuata lentamente
sul liquido silenzio del fondale.

E trascinata via dalla corrente
in tumultuose erranze
migrante per azzurre lontananze.

Per chi all'orecchio adesso ti avvicina - 
raccolta sulla sabbia una mattina - 
hai solo una canzone da cantare:

la nostalgia del mare.





La poesia è minerale.

Sedimenta nell'inconscio, stratifica nella memoria, fino a quando qualcosa o qualcuno non inizia a smuoverla.

La poesia è animale.

Felina e sinuosa si nutre nelle oscurità dell'anima, dove istintiva alberga, e rapida si dilegua.

La poesia è personale.

Viaggi e percorsi emotivi disegnano mappe interiori. Siamo storie nelle geografie.

La poesia è naturale.

Sgorga come nasce, e tale soffia, incessante. 


Di queste e altre qualità trabocca la poesia di Alessandra Berardi Arrigoni. Una voce increspata, carica di riverberi e ricca di odori, canta l'alternanza degli elementi naturali che ci circondano, talvolta sovrastano, più spesso ci interrogano e coinvolgono; esortandoci ad una contemplazione assorta e prospettica, persino magica, della nostra esistenza.



In questa tela onirica si innesta, in modo superbo, l'acquerello di Marina Marcolin. Il suo tratto poetico ha la dinamicità circolare del vortice che invita al raccoglimento interiore, mentre fuori, il mondo delle parole, sibila i suoi tumulti; in quelle tinte tenui, ai limiti del monocromatico, sembra celarsi il mistero di un pennello intriso della polvere di roccia, immerso nelle onde del mare. Quando l'acqua si asciuga, della vita resta il sale.


"Come ogni isola io non so stare
senza l'abbraccio fra terra e mare."

"Poesie naturali" - Alessandra Berardi Arrigoni, Marina Marcolin - Topipittori

mercoledì 13 settembre 2017

Una gatta in fuga


Una gatta vive accoccolata alla mamma e ai suoi fratellini nella casa di un  vecchio saggio, a Damasco.  Poi accade qualcosa di strano. Un boato assordante, i muri di casa che si sbriciolano, tutti fuggono all'impazzata, spaventati. Così la piccola Samra si trova di colpo in mezzo alla strada. Inizia così "Una gatta in fuga", scritto da Vanna Cercenà (Premio Andersen 2015 come miglior scrittrice) edito da Giunti, nella collana Colibrì. Attraverso gli occhi di una piccola gatta educata dalla madre a "comprendere il linguaggio degli uomini" viene descritto il conflitto che da alcuni anni sta dilaniando la Siria.

Nella fuga per le strade di Damasco, Samra incontra una bambina di nome Ayla, che vedendo la piccola gatta a ridosso di un muro, spaventata, decide di raccoglierla e portarla con sé, a casa. Ayla chiama la gatta "Jamyla". L'assonanza tra Ayla e Jamyla non è solo nel nome, diventa emotiva. Sono entrambe due "cuccioli" increduli di fronte all'orrore che impazza per le strade, a cui sanno dare un nome (la "Guerra"), ma non un significato. 

Cos'è la guerra?

È una cosa terribile che fanno gli uomini per far morire tutti, anche i gatti”.

Agli occhi incantati dei bambini non esiste una ragione plausibile per spiegare tale orrore.

 “Io gli uomini proprio non li capisco. Perché si buttano addosso delle cose che scoppiano e fanno una gran fiamma?”.

La situazione a Damasco si è fatta troppo pericolosa, così la famiglia di Jamyla decide a malincuore di lasciare la Siria cercando rifugio presso alcuni parenti, in Europa. Sono decisioni sofferte, che lacerano, perché una parte di te resta ancorata lì. Perché non sono solo giardini, muri e giochi, sono anche nonni, troppo anziani e malati per seguirti.

Inizia così la fuga per le strade del deserto, attraverso le "scatole di ferro con le ruote" dimorando in alcune "specie di città fatta di case di ferro o di tela tutte uguali", correndo rischi e schivando paure, fino ad arrivare, per la prima volta nella vita, a vedere il mare. Già il mare, quella distesa azzurra che pare infinita, di fronte al quale lo sguardo si perde. Quel mare che suscita curiosità, e incute timore.

"Cosa sarà il mare? Anch'io vorrei saperlo. Per ora sento solo un rumore lontano, come quando stavo sulla pancia della mia mamma e lei respirava con un suono dolce".


Vanna Cercenà imbastisce una storia incisiva, che saltella veloce e sinuosa come una gatta in fuga attraverso alcune scottanti problematiche di attualità. In cui decide di schivare il dolore, perché la storia è destinata a lettori in erba, ma non alcune domande che è lecito porsi sin dalla tenera età. Attraverso sguardi increduli in cui si miscela dolcezza e sgomento, viene mostrata ai giovani lettori di oggi l'assurdità di alcune scelte umane compiute dagli adulti, e le loro più immediate e pratiche conseguenze.
Il libro è impreziosito dalle illustrazioni di Giulia Dragone, che si fanno circolari e avvolgenti, disegnano  mondi affettivi, abbracci in cui perdersi, tratteggiando orizzonti di pace e itinerari salvifici. Accompagnano la lettura sottolineandone alcuni momenti topici, che sono quelli che poi restano impressi agli occhi speranzosi dei bambini.

"Una gatta in fuga" - Vanna Cercenà, illustrazioni di Giulia Dragone - Giunti Kids e Junior , Collana Colibrì

venerdì 25 agosto 2017

Per fare il ritratto di un pesce


"Tuttavia, se più tardi ancora,
dopo aver a  lungo atteso,
vedete arrivare due cigni bianchi,
allora si, francamente,
la questione è molto inquietante".


Potrebbe essere una costola alla deriva del romanzo "Oceanomare" di Alessandro Baricco, per la sua improbabile visionarietà e la contemporanea presenza di alcuni elementi di contorno; si pensi al mare, alla tela, al pittore, al tentativo di rappresentare quel che non si vede, dove nulla è come appare: ricordate Plasson, che dipinge usando l'acqua marina, raffigurando vedute oceaniche su tele che restano ostinatamente bianche?


Potrebbe essere un dichiarato omaggio al genio pittorico di René Magritte, per il suo elogio al surreale,  per quel fitto e appassionante carteggio tra realtà e illusione, sogno e mistero, capace di instillare dubbi tra il vero e la sua rappresentazione, e interpretazione.


Potrerbbe essere una tra le tante, possibili, trasposizioni illustrate di un ipotetico dialogo concettuale tra "l'insostenibile leggerezza dell'essere" e "la vita è altrove", di kunderiana memoria. 


Potrebbe essere tante cose, insieme, al contempo diverse; certo è che "Per fare il ritratto di un pesce" di Pascale Petit, illustrato da Maja Celija, edito da Orecchio Acerbo, è un gran bel libro, che insegna a guardare le cose da un altro punto di vista, ma anche, da più punti di vista, contemporaneamente.



A partire dalla sua disposizione narrativa, composta di due storie che si susseguono inseguendosi, mescolandosi, in parte anche confondendosi. Dove l'una presta spunti all'altra  e viceversa, finendo con l'ispirarla, indirizzarla, certo contaminarla.



C'è la storia con parole e immagini e quella contenente solo immagini.


Il protagonista della prima è un un uomo che vuole dipingere sul suo quadro un pesce. La seconda ha come protagonisti dei ragazzini che il pesce invece lo vogliono vero.



L'uomo va con la sua tela sulla spiaggia in cerca di ispirazione ma poi si addormenta e la sua tela va alla deriva, galleggiando.



I bambini vanno sulla medesima spiaggia con il loro vaso cercando di catturare un pesce nel mare. E ci riescono, ma trovano anche la tela del pittore addormentato.



E così cominciano a dipingerci sopra tanti animali che nello stesso momento entrano nei sogni di quel signore. Al suo risveglio, il pesce che doveva essere solo disegnato è diventato vero e nuota nel vaso che i bambini hanno abbandonato lì accanto a lui.



Cosa è accaduto davvero, cosa ha invece sognato, o solo immaginato? Difficile stabilirlo. Qui lo stupore e l'incanto inscenato dal racconto. Stratificato e fluido. L'orecchio sarà anche acerbo, ma ti allena l'occhio. A guardare altrove, e lontano.



Pascale Petit racconta la poesia del surreale, Maja Celija ne illustra la magia. Da questo onirico e visionario incontro artistico, Orecchio Acerbo confeziona un magnifico albo illustrato, carico di suggestioni. Dove finisce la realtà e inizia il sogno, sta a voi stabilirlo.


"Per fare il ritratto di un pesce" - Pascale Petit, Maja Celija - Orecchio Acerbo

sabato 8 luglio 2017

All'ombra delle Piramidi, Storie nelle storie



"All'ombra delle Piramidi" e "Storie nelle storie". Prime letture e Narrativa. Racconti ambientati sullo sfondo della Mitologia egizia, greca e romana. O sul solco dei grandi capolavori della letteratura mondiale, come il Milione o l'Orlando Furioso, Le Mille e una Notte, la Sacra Bibbia o le tragedie di William Shakespeare.


 All'ombra delle piramidi:

Collana di narrativa rivolta a bambini a partire dai 6 anni, pensata per essere facilmente apprezzata dal pubblico di "lettori in erba".
Tre bambini, un gatto e un coccodrillo ne combinano di tutti i colori nel meraviglioso Egitto del Faraone, tra inseguimenti, tranelli, dispetti e contromosse ingegnose.
I testi sono facilmente fruibili grazie a una serie di scelte grafiche che tengono conto delle abilità di lettura dei bambini di 6-7 anni.



Storie nelle storie:


Nelle grandi storie, quelle che hanno segnato l’arte e la letteratura – i grandi miti, le Sacre Scritture, i romanzi carolingi… - ci sono personaggi e racconti che hanno una forza e una nitidezza assolute: la bellissima principessa, il guerriero senza paura, il mostro spaventoso, il gigante crudele, la maga potente. Molte delle storie che vengono raccontate oggi ai bambini trovano la loro ispirazione in questi archetipi.
La collana Storie nelle storie recupera quei personaggi e quei racconti, li estrapola dal fitto intreccio in cui sono incastonate, e li presenta ai piccoli lettori nella forma di brevi romanzi illustrati.
Tra fiaba e racconto, questi libri restituiscono ai lettori il fascino e la potenza di storie che hanno tenuto col fiato sospeso e divertito generazioni di adulti e di bambini. Non è necessario conoscere né Ariosto né la sua opera per seguire le avventure del bellissimo e svagato Astolfo, o dell’affascinante e pestifera Angelica: con umorismo e leggerezza i racconti – assolutamente fedeli all’originale – trasportano i bambini dentro un mondo di mostri e magie, dame e castelli, viaggi e conquiste.

All'ombra delle Piramidi - Janna Carioli, Luisa Mattia, Barbara Bongini - Lapis

Storie nelle storie - Sara Marconi, Simone Frasca, Giovanni Nucci, Manuela Nerolini, Silvia Roncaglia, Desideria Guicciardini, Elisa Rocchi, Silvia Vecchini, Sualzo, Nicola Cinquetti, Alfredo Belli, Valeria Conti, Fabiano Fiorin - Lapis



mercoledì 5 luglio 2017

I Grandi per i Piccoli

 

Questo anno ricorrono i 25 anni dalla "Grandi Stragi di Mafia": la "Strage di Capaci", organizzata da Cosa Nostra lungo l'autostrada A29, in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della sua scorta (Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro);  e quella di "Via d'Amelio" a Palermo, dove restarono uccisi il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. In queste occasioni si parla molto di Mafia, a livello istituzionale, come è giusto che sia.
 

La domanda che ci poniamo noi, a freddo, è: "come parlarne ai bambini più piccoli?" Perché educarli alla cultura della legalità, giorno dopo giorno, costituisce il primo passo affinché la società sviluppi quegli anticorpi necessari a combattere, e avere ragione, degli atteggiamenti mafiosi.

 

Un bel progetto, in tal senso, è quello posto in essere dalla VerbaVolant edizioni : i "Grandi per i piccoli".


Trattasi di una collana realizzata da Annamaria Piccione, che si propone di far conoscere ai bambini le storie degli uomini e delle donne che si sono distinti nella lotta alla criminalità. Ogni libro, attraverso una storia di fantasia, racconta un personaggio che ha sacrificato la propria vita perché credeva nella legalità. I racconti sono corredati da una breve biografia del “Grande” e da un’intervista a qualcuno che lo conobbe o che lo ha studiato. 
 


Il linguaggio adottato è quello della "favola", in modo che la narrazione risulti congeniale ai bambini cui è rivolta. Il format dei libri li rende particolarmente adatti per letture e laboratori di approndimento nelle scuole. 


La collana è attualmente composta da tre libri, tutti scritti da Annamaria Piccione:

"La scelta del sovrano giusto" (una favola sul Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa) - Illustrato da Stefania Bongiovanni

"Il gatto del prete povero" (una favola su padre Pino Puglisi) - Illustrato da Giulia Cappuccio

"Il dono del re dei pesci" (una favola su Peppino Impastato) - illustrato da Lucia Zappulla

A partire da 7 anni.

venerdì 26 maggio 2017

In mezzo alla fiaba


Poesia e Fiaba. Due generi letterari molto diversi tra loro, che in profondità condividono molte più cose di quanto possa apparire in superficie. Quel senso di meraviglia e stupore, magia e incanto, persino terrore e sgomento, con il cuore che batte e balza in gola, come svoltare l'angolo di corsa e trovarsi di fronte un dirupo. Senza preavviso.


Calarsi in "mezzo alla fiaba" con la poesia. Un viaggio che profuma di azzardo, certo, eppur così ricco di fascino. 


Ce lo dona Topipittori, editore sensibile come pochi altri alle interrelazioni tra il mondo della poesia e quello dei ragazzi.
 
A calarsi nei meandri della poesia è Silvia Vecchini, poetessa navigata e raffinata, costantemente alla ricerca di quegli echi provenienti dai fondali dell'anima. A lei il compito ardito di intessere poesia e fiaba, portare alla luce i frammenti acuminati e fluidi di quell'incontro, proibito e magico, negli abissi del tempo e dell'animo.

 

Qui entrano in gioco le illustrazioni di Arianna Vairo, che si costituiscono a loro volta racconto compiuto, enigmatico. Esemplari nella scelta cromatica minimale che alterna bianco e nero, rosa e azzurro, con epitaffi di rosso; colori che sembrano argini in cui incanalare il flusso fiabesco, nel suo impeto onirico. Colori usati in modo netto, a demarcare figure che si animano e sembrano sgusciar via, quasi a voler sfilacciare il tessuto fiabesco che le ha tenute a lungo impigliate.


E qui inizia il gioco dei sensi alla scoperta di nuovi significati, camminando tra le fiabe di un tempo, rincorrendo voci e ricordi lontani, ancora oggi attuali.


 "In mezzo alla fiaba" - Testi di Silvia Vecchini, Illustrazioni di Arianna Vairo - Topipittori

martedì 21 marzo 2017

Poesia della notte, del giorno, di ogni cosa intorno


La poesia è qualcosa di originario. Non "divina", semmai "sgorga". Non sei tu a trovarla, è lei che ti abbraccia, quando è giunto il momento. Cercare la poesia, è come tentare di spremere acqua da un sasso. Non ne cavi nulla. E' lei che si rivela, nelle piccole cose della vita, in cui resta spesso impigliata. Non è qualcosa che si costruisce. La poesia, nella sua primordialità, è il linguaggio più autentico che abbia conosciuto l'uomo. Ci tengo a sottolinearlo. Conosciuto, non creato. Nella magia di un incontro. La poesia era, e resta, un linguaggio profondamente "epidermico", proprio perché "originario".
 


Inciampare in "Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno" di Silvia Vecchini, illustrato da Marina Marcolin, edito da Topipittori, per me che vengo dalla poesia, è come tornare a casa. E aprire un cassetto della propria scrivania, per ritrovare oggetti, istanti, incanti di vita vissuta. E rimasta sospesa, in attesa di essere colta. 


 La poesia conserva quel che la memoria dimentica. Donandogli nuova luce, nuova linfa. Questa delicata e intensa raccolta porta in superficie una sequela di meraviglie circa l'incanto e il tormento di quell'età dell'oro che risulta essere l'infanzia, e l'adolescenza. C'è la "notte", c'è il "giorno" , ci sono soprattutto "le cose intorno". Come un sasso gettato nello stagno, che si propaga ad onde concentriche. 

 

Tanto è minuziosa e precisa la Vecchini nel suo lavoro di scavo e intaglio di gesti, pensieri, sguardi, tanto più è plumbeo e rarefatto l'acquerello della Marcolin, come fosse volto a preservare l'incanto della poesia in un flusso amniotico. La magia della tela tramanda il sussurro del canto, avvolto nei suoi magici echi.



Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno - Silvia Vecchini, Marina Marcolin - Topipittori