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venerdì 30 giugno 2017

La balena della tempesta


"La balena della tempesta" scritto e illustrato da Benji Davies, edito in Italia da "Edt il Giralangolo", è un libro in cui la potenza evocativa delle immagini sovrasta quella descrittiva delle parole. In questo albo illustrato confluiscono, intrecciandosi, tre storie.


C'è la solitudine di Nico, che vede il padre allontanarsi all'alba e rientrare a notte fonda, dopo una giornata di duro lavoro in barca. Una solitudine silente come una casa vuota, sterminata come il mare in cui essa si affaccia.



C'è l'amicizia e la dedizione, tra Nico e la piccola balena che rimane spiaggiata nella spiaggia antistante la sua casa. Lui la salva, la accoglie e la protegge, e un pochino egoisticamente se la tiene con sé. Coccolandola e leggendogli storie.


E poi c'è la storia del rapporto ritrovato con il padre,  il quale, accorgendosi che il figlio era disposto a tenersi nella vasca da bagno una piccola balena, pur di avere un po' di compagnia, capisce di averlo trascurato; allora lo abbraccia stretto a sé. Lui che "era stato così occupato da non accorgersi che Nico si sentiva solo”. E' il momento topico di tutto il racconto, perché, in modo delicatamente poetico, il libro svela le ferre leggi della vita, che sa essere generosa, ma spesso chiede qualcosa in cambio. Nico allora scopre l'importanza del "saper rinunciare a qualcosa e qualcuno per il suo bene", liberando la  balena in mare, con la complicità del padre. Magari un giorno la rivedranno, chissà. Ma ora sa che può farcela, perché non è più solo nel prendere una decisione così importante. La piccola barca nel grande mare increspato, segna poeticamente l'apice del racconto. Un racconto dai toni narrativi tenui nelle tinte illustrative forti. Che fanno di questo albo un piccolo gioiello.


"La balena della tempesta" - Benji Davies -  EDT Il Giralangolo

martedì 1 marzo 2016

Papà mi prendi la luna per favore?

 Eric Carle, si sa, è uno dei più apprezzati autori di libri per l'infanzia, e il suo libro più celebre, "Il piccolo Bruco Mai Sazio" è, non a caso, un "Must". Uno dei tratti distintivi di questo autore risiede da un lato nell'uso sapiente e vivido dei colori, dall'altro nell'utilizzo di alcuni espedienti nell'impaginazione che danno sostegno alla narrazione. I suoi libri sono spesso pieni di sorprese tra le pagine, che sembrano animarsi e aprirsi al mondo del lettore che si trova a prendere il libro in mano. 
"Papà mi prendi la luna per favore" non fa eccezione, anzi esalta questa peculiarità narrativa "spaziale" propria dello scrittore.
 
L'assunto di base è quanto di più semplice possa esistere, e consiste nell'attitudine e nella volontà di un padre di fare il possibile (e talvolta l'impossibile) per rendere felice il proprio figlio/a. Metaforicamente questo viene tradotto nel desiderio, tanto poetico quanto apparentemente strampalato, di Monica, la bambina protagonista, di possedere la "Luna", o quantomeno una sua piccola porzione.
 
Ecco allora che entra in azione la forza narrativa immaginifica di Eric Carle, che crea un libro di rara efficacia e sicuro divertimento. Le pagine si aprono verso l'esterno, e appare questo papà che imbraccia una scala lunga ben 4 tavole; poi il libro si apre verso l'alto e il papà si arrampica con la scala verso la luna. Nel cuore del libro, una pagina lucida e ripiegata in sé stessa si apre e, raddoppiando di dimensione, rivela una fantastica luna. Quindi il libro si apre con la pagina verso il basso nel momento in cui il padre scende dalla scala con il pezzo di luna in mano. Dietro questo apparente collage onirico c'è in realtà una sapiente descrizione fisica degli spazi e delle proporzioni: la scala stretta e dalla lunghezza abnorme indica che la luna è appunto molto lontana, fuori dalla normale portata umana.
 

Cosa non si è disposti a fare, pur di soddisfare le richieste dei propri figli. La luna è avvertita, e dopo questo libro, sarà costretta a dormire con un occhio solo. Pena la sua integrità.



"Papà mi prendi la luna per favore?" - Eric Carle - ‪Margherita