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venerdì 13 dicembre 2024

Nevario - Le forme della neve


 Vi siete mai chiesti come nasce la neve? Quante forme può avere? Come si può misurare? COme si vive sulla neve? Come si formano e perché si formano le valanghe?

A tutte queste domande e a tantissime altre risponde con dovizia di particolari Nevario. Le forme della neve, testo di Sarah Zambello, illustrazioni di Susy Zanella, realizzato in collaborazione con ARPAV-DST-Unità organizzativa Neve e Valanghe Centro Valanghe di Arabba. Nomos Edizioni.


mercoledì 28 ottobre 2020

Tutta colpa del bosco


 

I libri delicati.

Che paiono scritti in punta di piedi.

Che ti fanno udire il crepitio dei pensieri.

Dicono sia colpa del bosco, ma voi ci credete?

Che colpa ne ha il bosco se i ragazzi si amano?

Alle volte basta uno sguardo.

I carteggi.

Sembra una parola antica da associare soltanto alla scrittura su carta, ai tempi lenti dei ragazzi di ieri.

Ma siamo sicuri che sia così?

Che non ci si possa imbambolare ancora oggi, ai tempi degli sms, di facebook, di whatsapp, di spotify?

Se le parole ti muoiono in gola, che fai?

L'uomo sarà anche capace di andare sulla luna, ma come si pianta per paura di un "NO".

Sguardi, pensieri, poesie, canzoni, battiti, paure desideri, tremori, impressioni. Il bosco, la neve.

Secondo voi, tra questi due, come andrà a finire?

Mica posso dirvelo io, altrimenti il libro che ci sta a fare?

"Tutta colpa del bosco" - Laura Bonalumi - Edizioni San Paolo


giovedì 15 marzo 2018

Questa notte ha nevicato




Ma tu che vai, ma tu rimani
Vedrai la neve se ne andrà domani
Rifioriranno le gioie passate
Col vento caldo di un'altra estate

Fabrizio De André – Inverno.



Quando la neve si scioglie, cosa resta?

Strano porsi tale domanda parlando di un libro che descrive, in modo originale e personalissimo, l’incanto del mondo avvolto dal manto nevoso.  Quando sfoglio un albo che mi stimola lo sguardo, sono solito chiedermi  certo  “di cosa parla?”, ma anche e soprattutto “dove mi porta?”


Perché un buon libro, più che una meta, racconta l’ambizione di un viaggio.

Parto dal titolo. Questa notte ha nevicato.

Espressione netta che, nel suo candore, disegna uno spartiacque. La neve ammanta e nasconde il mondo sotto una coperta bianca, lasciando campo all’immaginazione. Oltre ciò che si vede.


Linguaggi visibili e invisibili. Mi ricorda il “mirare” leopardiano, che va oltre il semplice sguardo, richiede l’intervento partecipe del mondo interiore,  nella contemplazione assorta e disposta ad assecondare la meraviglia, l’incanto, lo stupore.


La fotografia ferma un momento, congela (è proprio il caso di dirlo) un attimo. L’autrice integra l’esperienza di un viaggio, aggiungendo dell’altro. Sono piccoli disegni che aprono spiragli mentre raffigurano scorci. 



In questo carteggio di arti figurative il linguaggio visibile incontra l’invisibile che lo trasfigura. E anche una città caotica come Milano può tramutarsi in un bosco magico, dove il capriolo saltella lungo lo strade e il lupo si mescola tra i cani del parco.  Sogno o son desto?  


In città vivono tante creature diverse, ognuna lascia la sua impronta”. 



Si parla spesso dello sguardo magico dell’infanzia, della capacità dei bambini di incantarsi di fronte alle piccole cose della vita. Loro lo sanno, e quando da una parte finisce un incanto, subito lo scovano in altro.



Per noi adulti, la domanda resta aperta. Quando la neve si scioglie, cosa resta? Se abbiamo bisogno di scuse e ragioni per stupirci, se non continuiamo a guardare la vita che riaffiora dal torpore in cui è sprofondata con la stesso incanto, allora la neve non è servita a niente.

"Ma tu che vai, ma tu rimani
Anche la neve morirà domani
L'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino"

Fabrizio De André - Inverno


E voi fatevi un regalo. Ascoltatevi ogni tanto, mentre contemplate assorti le meraviglie del mondo. Che la neve in fondo ci suggerisce questo. Di fare silenzio, e trovare un poco di spazio, dentro.

"Questa notte ha nevicato" - Ninamasina - Topipittori

sabato 8 luglio 2017

Storia di goccia e fiocco



Una suite tripartita. Un'opera bifronte. Una storia d'amore in tre atti. Comunque decidiate di leggerla, è qualcosa che vi lascerà a bocca aperta.
 

"Storia di Goccia e Fiocco" di Pierdomenico Baccalario e Alessandro Gatti, illustrato da Simona Mulazzani, edito da "Il Castoro" narra in modo delicato e toccante la magia di un incontro tra una goccia d'inchiostro e un fiocco di neve.

 

E' un'esperienza tattile e allusiva attraverso il gioco di vedo- non vedo delle tavole che fanno capolino dietro cesellati e raffinati intagli, dove ogni scoperta è una rivelazione.

 
 
 

E poiché da qualche parte dobbiamo pur cominciare, iniziamo con la "Storia di Fiocco".

 
 

Il piccolo Fiocco di Neve osserva il mondo dall'alto di una nuvola. Sogna di staccarsi e cadere sulla terra, magari su una barca ancorata nel fiume e pronta a salpare per un nuovo viaggio, oppure accanto al colorato tendone di una circo; oppure in un parco giochi animato dal vociare allegro dei bambini.
 
 

Quando sembra aver individuato il punto giusto dove posarsi, sulla vetrina di un fornaio, il destino si fa beffe di lui, e un colpo di vento lo sposta lontano. Fino a farlo volare davanti ad una finestra da dove, proprio in quel preciso istante, sta volando fuori una goccia d'inchiostro. 

 
 
Ma questa è un'altra storia ...



Una goccia d'inchiostro sta balzando fuori dalla finestra nel preciso istante in cui passa un fiocco di neve trasportato dal vento. Ma ... come è potuto accadere?

 

Goccia riposa dentro la sua boccetta d'inchiostro aspettando il ritorno dell'illustratore, sceso in strada per comprare il pane, sognando di partecipare alla realizzazione di uno dei suoi bellissimi disegni.


Fiori colorati e cangianti, animali nel bosco, un volto con due splendidi occhi per avere uno sguardo privilegiato sul mondo.


E si che Goccia in fondo il mondo l'ha sempre sognato, e visto attraverso i disegni dell'illustratore, oppure scorrere fuori, dalla finestra, trasportato dal vento.


Quel vento che entrando dalla finestra solleva il disegno su cui è appoggiata la sua boccetta, la quale facendo due capriole la fa balzare fuori dalla finestra.


 Trasformandola in una lacrima.


 In quel momento passa Fiocco che, trovandosela davanti, sente il desiderio di abbracciarla.


"Posso?", chiede lui.
"Si", risponde lei.

Come può essere l'abbraccio tra un candido fiocco di neve ed un'elegante goccia di inchiostro, entrambi capitati lì per puro caso?



Siamo arrivati al "cuore" del libro. Un cuore che batte forte.

Finora abbiamo ascoltato le loro storie, seguendo i rispettivi viaggi che li hanno condotti uno di fronte all'altra.Ora ci sono due finestrelle da sollevare.

Deve esserci qualcosa di magico,  dietro.Proviamo a sollevarle. Piano .... piano.


Quella di Goccia dice: "Il loro abbraccio durò per sempre"


Quella di Fiocco dice: "Avevano infinite storie da raccontarsi".

Poi il silenzio. Un mare nero con un cuore bianco a forma di fiocco. Screziato di tanti sottili colori, intagliato di fini disegni. Che raccontano del loro viaggio, suggerendo tutto quello che hanno intravisto e sognato, vissuto, prima del loro incontro.

 
Per qualcuno è la nascita di una straordinaria amicizia, per altri lo sbocciare di una storia d'amore. L'importante è che tanto Goccia quanto Fiocco, dopo quell'abbraccio, "si sentirono felici come non lo erano stati mai".

 
Lasciando addosso al lettore, quella sensazione di meraviglioso, di magico. Commovente ai limiti del prodigioso.

 "Storia di goccia e fiocco" - Pierdomenico Baccalario, Alessandro Gatti, Simona Mulazzani - Il Castoro