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giovedì 26 febbraio 2026

Questo posso farlo

Sarà per la giornata uggiosa, sarà per i pensieri che affollano la mente, sarà perché a volte mi chiedo ancora dove voglio andare e cosa voglio fare, cos' pochi minuti fa ho avvertito il forte desiderio di riprendere in amno un albo illustrato che amo senza alcuna riserva, ovvero Questo posso farlo di Satoe Tone, Kite Edizioni.

Una storia apparentemente triste che in realtà racconta una grande verità, ognuno di noi ha il proprio posto nel mondo, un proprio percorso da comprere per comprendere il proprio destino e capire di essere in grado di fare, di amare e di esserci, sempre e comunque.

 Età di lettura: dai 5 anni in su 

Questo posso farlo, Satoe Tone, Kite Edizioni 

 

venerdì 12 aprile 2024

Il posto magico


 

Questo romanzo di Chris Wormell regala la possibilità di ridere, commuoversi, gioire, allarmarsi, entusiasmarsi, insomma di provare una vasta gamma di emozioni durante lo svolgimento della trama, grazie ad una scrittura coinvolgente, avvincente e pulita, alle illustrazioni  che consentono al giovane lettore di immaginare perfettamente le dinamiche dei personaggi e delle loro azioni.

In una Grande Città Nera fatta di tetti e comignoli, di grigiume e fuliggine, vivono Clementine e i suoi due zii, due tiranni, due persone terribili di una cattiveria sconfinata, che ricordano alcuni personaggi di Roald Dahl, che riservano alla bambina solo cattiverie e torture. Clementine sogna una vita diversa, un posto magico, lontano dalla camera umida e buia nella quale è costretta a vivere, sogna verdi montagne, rigogliosi fiumiciattoli, odori e profumi della natura, un posto che sia davvero "casa" dove sentirsi al sicuro e protetta, e solo grazie all'innata forza che possiede, alla vlontà, alla sua positività, a Gilbert (il gattone bianco che vive con lei e con gli zii) riuscirà a fuggire dalla sua progionia e raggiungere il suo posto magico, la sua vera casa. 

La prima cosa che mi ha colpito è stata l'illustrazione di copertina, l'ho trovata potente e accattivante. E poi la forza di Clementine, la sua capacità di riuscire a sperare anche nei momenti più bui, di aggrapparsi alla vita e alle poche possibilità avute per fuggire dagli zii tiranni, al messaggio di positività e speranza che mi ha accompagnato durante la lettura. Poi mi ha colpito l'ultima illustrazione contenuta nel romanzo, l'unica a colori in mezzo ad una serie di tavole in bianco e nero, proprio a voler sottolineare (senza l'uso delle parole) la realizzazione del sogno, l'avere trovato il posto magico dai colori sgargianti, fatto di montagne e fiumi, come Clementine lo aveva sempre immaginato.

 Il posto magico - Chris Wormell, traduzione di Elena Dorenti, Rizzoli

 

mercoledì 21 febbraio 2018

Il buon viaggio


Uno ti dice buon viaggio
quando ti vede andar via
pronto per un lungo cammino
per stare solo
per vedere cose e posti
e persone che non avevi mai visto
per scoprire tesori che ancora non sai.
Tu dici grazie e poi parti
e non ci pensi più
perché pensi soltanto al tuo viaggio
che sta per cominciare
ed è la cosa più importante di tutte.
O almeno così sembra.
Ma quand'è che un viaggio è buono?


Sono tavole eteree che si perdono negli spazi sconfinati inseguendo dubbi esistenziali. Scorci che aprono squarci amletici, pieni di interrogativi. Sono cieli e mari, ai confini del sogno. Sfoglio l'albo e dileguo i miei sguardi nei carteggi di blu e azzurro, e intuisco, nella contemplazione smarrita e incantata del mondo, il senso autentico di un buon viaggio.




"Capii che era un punto al limite del continente, sentì che era un niente, l'Atlantico immenso di fronte", cantava Francesco Guccini.

"Naufragio senza spettatore, né Dio né Uomo",  commentava Cesare Luporini, a proposito dell'Infinito leopardiano.

La vita è un viaggio, noi siamo in transito, verso mete vaghe che immaginiamo, mentre facciamo altro. 


Pochi mesi prima, Beatrice Masini e Gianni De Conno, conseguono il Premio Rodari 2016, nella sezione Fiabe e Filastrocche, con "Il viaggio della Regina"; una bellissima fiaba sul viaggio metaforico che intraprendono i genitori ammalati di cancro; un viaggio sospeso, carico di speranze e paure, ricco di insidie e difficoltà; un viaggio da cui alcuni, purtroppo, loro malgrado, non faranno più ritorno.  


A fine agosto del 2017, improvvisamente, viene a mancare Gianni De Conno. Carthusia pubblica un nuovo albo, con le tavole inedite dell'artista; i suoi ultimi sguardi, sulla vita e sul mondo, un prezioso inestimabile lascito. A tessere le fila della narrazione è ancora una volta lei, Beatrice Masini. Io mi immagino Beatrice come una bambina che corre a piedi scalzi sull'erba, tendendo fili di parole; come aquiloni, i disegni di Gianni svolazzano liberi al vento, lassù, nelle celesti praterie.  



A voi tutti, auguri di buon viaggio.

Il buon viaggio - Beatrice Masini, Gianni De Conno - Carthusia

martedì 26 gennaio 2016

Orizzonti



Oggi voglio mostrarvi un libro che narra una problematica di stretta e drammatica attualità, di cui è oggettivamente "difficile" parlare: la traversata dei profughi che fuggono dalle loro terre a mezzo di improvvisati barconi in cerca di una nuova speranza di vita, e che purtroppo spesso si tramutano in disastrosi naufragi, in cui molti di loro perdono la vita. 
 

Forse proprio per questo l'autrice, Paola Formica, ha scelto il "silenzio" delle parole per dare spazio alla capacità narrativa delle immagini. Per raccontare la realtà oggettiva, fisica ed emotiva di certe vicende, al di là dei pareri, delle opinioni, delle soggettive interpretazioni. Ecco allora che alcuni elementi corporei assumono particolare rilievo, si animano di spirito narrativo, sembrano quasi guizzare e muoversi all'interno delle pagine dell'albo illustrato.


Quelle pupille nere, che sembrano smarrirsi assediate dal bianco dilagante, quei piedi che si muovono rapidi in punta sulle sabbie lasciando impronte, il buio della traversata, i colori caldi e accesi delle tavole che si alternano cromaticamente tra loro; tanti piccoli silenti dettagli che imprimono vigore emotivo al racconto.


 Che nel caso in questione lasciano intravedere un lieto fine, la riuscita della traversata, la presunta accoglienza suggellata da quella conchiglia in cui sembra divenire possibile udire la voce del viaggio, soprattutto la voce dell'altro. Quello che viene da un lontano sempre più vicino.


"Orizzonti" è un silent book che non lascia indifferenti. E dopo averlo preso per mano e sfogliato, si resta impastati di quella sabbia, di quel mare, di quelle sensazioni in gola, che solo un'orizzonte ignoto, carico di poche speranze e tante paura può lasciare. Perché l'orizzonte è uno stato dell'animo; sulla base del proprio vissuto e del proprio cammino, ognuno si cuce addosso il suo.


Orizzonti - Paola Formica - ‪Carthusia

Finalista al "Silent Book Contest 2014"