"C'era
un volta un posto, vasto e spazzato dal vento, vicino a Chissadove e
accanto a Chisseloricorda, pieno di tutte le cose che nessuno voleva
più".
Quando un libro ti parla, te ne accorgi mentre lo sfogli.
Non è l'argomento che tratta, né l'arguzia narrativa della storia
descritta. E' quell'insieme recondito di sensi e significati che si
intrufolano in mezzo, scatenando sentimenti altalenanti, ma forti.
Confesso di essermi emozionato quando ho sfogliato questo libro, che
viene presentato come una "
favola ecologica".
In effetti, a guardare la
trama, racconta di un vecchietto che vive solo in una casetta,
all'interno di una discarica; di notte fa bei sogni, ma quando si
sveglia, fa i conti con la propria realtà. Un giorno ha una bella idea, e
con i rottami costruisce una bella "
Foresta di latta" con tanto di
finti animali che la popolano; fino a quando, qualche animale vero, non
arriva davvero.
La storia, scritta da Helen Ward in modo
efficace, chiaro e semplice, tanto da essere chiaramente fruibile anche
dai bambini più piccoli, è superbamente illustrata da Wayne Anderson.
Tanti e tali sono i dettagli delle illustrazioni che viene da perdersi
nel contemplarli; anche l'uso sapiente dei colori si mette a sostegno
della narrazione; all'inizio è una dominante di grigio, appena
interrotta dal giallo della luce e dall'oro dei sogni; ma a poco a poco
che il vecchio inizia a dare materia ai propri sogni e visioni, questi
iniziano a popolarsi di altri elementi che si fanno colori; il rosso e
l'arancio dei fiori, l'azzurro delle farfalle, una spruzzata di verde
tra le piante e le foglie che si animano come una foresta autentica
popolata di esseri veri; ma anche l'azzurro del cielo al chiaro di luna.


Le illustrazioni sono al contempo dettagliate ed oniriche, le
espressioni "parlano", ed è questo, a mio avviso, il valore aggiunto del
libro. Guardando i protagonisti, emerge il mondo dei sentimenti al di
là dei significati e delle intenzioni di cui si fa portatrice la storia.
E allora, a ben guardare, la favola ecologica spruzzata di elementi di
sogno ci pare riduttiva, e non rende giustizia alla bellezza di questo
libro.
C'è la dolente contemplazione della solitudine, l'elogio al
lavoro e all'ingegno, lo spirito di collaborazione nel piacere della
condivisione, l'elogio alla speranza e alla fiducia in sé stessi,
nell'altro e in un futuro migliore; l'unione che fa la forza e rende
possibile quello che altrimenti sarebbe ... impraticabile. Ma anche e
soprattutto, il dolce e tenace attaccamento alle cose che nella nostra
vita hanno avuto un valore, e che non ci si rassegna facilmente a
perdere. In tutto questo, non ultimo, certo, l'elogio alla forza
incorruttibile del sogno, e il rispetto del mondo che ci circonda, che
può essere meno brutto di come appare ai nostri occhi, se lo sappiamo
curare e valorizzare. Fino all'ultimo bullone. Ed ecco allora che ..
"C'era una volta una foresta vicina a Chissadove e accanto a Chisseloricorda, piena di tante cose che tutti volevano".
Questa bella storia, edita in madrelingua nel 2001 come "The tin
Forest", è stata portata in Italia nel 2007 dall'editore Campanila.
"La foresta di latta" - Helen Ward & Wayne Anderson - #Campanila