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venerdì 20 marzo 2026

E poi c'è la terra

Quando ho scoperto che Giulia Ceccarani aveva pubblicato un libro per Topipittori sono corso a procurarmelo. Conoscevo vagamente l'autrice ma ignoravo la sua attività di designer, i suoi laboratori autoriali così sartoriali.

Sfogliando il libro, mi sono tornate in mente le prime pubblicazioni italiane "seriamente" pensate per bambini della Emme Edizioni della Rossellina Archinto, poi approdate in Babalibri. Designer come Iela Mari. Leo Lionni. Sconfinando in altri lidi, il magistero di Bruno Munari recepito dalla Corraini. Per restare in tempi più attuali, i bei libri di Eleonora Cumer per Artebambini.

Questo libro ha una grande virtù: la precisione della narrazione. Quello di cui si parla e si rappresenta, è. Non ammicca, non allude, non semplifica, non complica. Semplicemente racconta, camminando su quella linea di demarcazione in cui noi siamo ancora chiamati a pensare, quindi scegliere. E lasciatemi dire da adulti, formare.  

Ai bambini non vanno raccontate storie che parlino di questo o di quello, dobbiamo fornirgli strumenti per saper riconoscere in autonomia la realtà che li circonda, la verità, sia essa comoda o scomoda. Qualcosa che sia funzionale per loro, non per i loro genitori che acquistano i libri. Questo è.

La proverbiale serietà dell'editore ha messo a segno un'altro centro.

Le illustrazioni sono realizzare con stoffa, fili, pezzettini di carta colorata.

Il testo, essenziale e asciutto quanto basta per insinuarsi tra i pensieri e permettere al lettore di riflettere sulla disparità, sulle divisioni, sulle differenze che animano ad esempio una scuola, una piazza, un quartiere, un qualunque luogo, riflessione che prosegue ponendo l'accento sulle scelte che facciamo e che hanno un peso enorme a causa delle conseguenze che ne derivano, sulla potenza delle parole e la loro duplice capacità di distruggere o costruire, per arrivare piano piano alla terra, sotto, dove tutto è uguale.

E poi c'è la terra - Giulia Ceccarani - Topipittori  

 

 

mercoledì 19 settembre 2018

La mela e la farfalla


Se dovessi sintetizzare in un'espressione la dimensione artistica e intellettuale di Iela Mari, prenderei a prestito una celebre frase di un celebre libro, e, rovesciandone il significato, direi che:

"l'essenziale è (ben) visibile agli occhi".

In quanto tale, si imprime, e incide. Permane.


Nei "silent book" di Iela Mari c'è l'essenzialità dello sguardo che bandisce il superfluo. Uno sguardo al contempo artistico e biologico, sull'armoniosa geometria della natura che ci circonda, e quella circolarità che avvolge nel suo dipanarsi; che si ripete nel suo rinnovarsi. Circolarità di forme che è anche circolarità di storie, nel tentativo difficile, eppure pienamente riuscito, di dare una dimensione poetica ad un albo dal pregevole taglio scientifico. 


In "la mela e la farfalla", scritto con il marito Enzo Mari, la circolarità della storia è data dal bruco che si forma all'interno di una mela, e nutrendosi arriva a bucarla per fuoriuscirne entrando di diritto nel "mondo"; il bruco tesse un filo e si cala sul ramo; entra nel bozzolo dove, al riparo da occhi indiscreti si trasforma; fino a diventare farfalla che esce dal bozzolo.


Ovviamente tutto questo percorso che, in estrema sintesi, mi trovo a descrivere, avviene con una precisa cadenza, sia dal punto di vista narrativo che da quello biologico e naturalistico. 


Le illustrazioni, con piccoli e precisi particolari che evolvono da una tavola all'altra esaltano il passare del tempo nell'avvicendarsi delle stagioni. Estate, Autunno, Inverno, Primavera; le foglie verdi e grandi, le foglie scurite che cadono lasciando il ramo spoglio, il letargo nel bozzolo, infine il levarsi in volo. 

La farfalla che vola sul fiore, lo feconda, diventa mela. Il cerchio vitale si chiude, quello della storia potrebbe idealmente riprendere, pronto a lanciarsi in un nuovo volo, con rinnovata linfa.


Tutto questo avviene senza fretta, nella magia del silenzio; e l'assenza di parole acuisce il senso di stupore e mistero. La natura è un miracolo a cui possiamo assistere, gratuitamente, ogni giorno.

"La mela e la farfalla" -Iela ed Enzo Mari -  Babalibri

sabato 8 luglio 2017

Il bambino nella bolla


La scuola si chiude, l'estate è alle porte, c'è una gran voglia di brio, spensieratezza, allegria.


Il nostro elogio alla leggerezza vola alto come una bolla di sapone. Da cui osservare il mondo dell'infanzia, e non solo.

"Fa la piccola Matilde mille bolle di sapone,
soffia forte, soffia piano, soffia fino al seggiolone.
E una bolla dispettosa, grande come un palloncino,
si avvicina silenziosa e inghiottisce Marcolino.
"




"Il bambino, sorridente, nella bolla trasparente
gioca a farsi dondolare e si lascia trasportare
."
Mamma, mamma!” urla Matilde. “Marcolino sta volando!
Sei sicura, piccolina?"Forse, forse, stai sognando!


Inizia così questo bel libro scritto da Margaret Mahy e illustrato da Polly Dumbar, tradotto da Marinella Barigazzi, che racconta la storia di Marcolino che se ne vola tra un angolo e l'altro della città tra gli sguardi attoniti e preoccupati di conoscenti e passanti.



In realtà Marcolino sembra così beato nella sua bolla, quasi a voler sottolineare che il guscio fantastico dell'infanzia non è poi così facile da scalfire, e spesso siamo noi adulti che ci allarmiamo e spaventiamo per poco, caricandolo di apprensioni.


Ad ogni modo questo bambino dentro una bolla non passa inosservato, e la sua vicenda mette in modo una simpatica galleria di personaggi paesani, dai parenti ai conoscenti ai semplici passanti, che si attiva per cercare di riportarlo con i piedi per terra, innescando un'autentica e gara di solidarietà popolare. 



Le soluzioni più creative ovviamente, sono appannaggio dei bambini che, salendo uno sull'altro, improvvisano una torre che si allunga verso il cielo per tirare giù il bambino. 



C'è spazio pure per la trasgressione a fin di bene, che trasforma un'apparente "marachellata" in un'idea geniale:

con la fionda tra le mani, Gabriele birichino,
aggrappato al campanile punta dritto a Marcolino."
"Ma che idea fenomenale,
e che mira eccezionale,
la sassata più geniale
senza neanche fargli male!
”.



Tutto è bene quel che finisce bene, con un atterraggio morbido su un enorme lenzuolone srotolato per l'occasione.


Ebbene si, anche chi scrive si è fatto prendere la mano dal fervido ritmo in rima della narrazione. Tutto merito di Marinella Barigazzi che, nel tradurre la storia, ha mantenuto scioltezza narrativa senza sacrificare le preziosissime rime, che rendono il libro congeniale per le letture ad alta voce con i bambini. Che finiranno per recitarlo come una filastrocca, e cantarlo come una canzone.


"Il bambino nella bolla" - Margart Mahy, Polly Dumbar, trad. Marinella Barigazzi - Babalibri

lunedì 16 gennaio 2017

Vogliono rubare il mio tesoro


"Dove vai, Tesoro?" chiede mamma orsa. 
"Vado a giocare con i pinguini. Mi annoio un po' a stare da solo.
"Non ti allontanare troppo, Tesoro.
"Ma no, ma no. Non ti preoccupare, mamma." Ma i pinguini non vogliono giocare con Tesoro.

 

Inizia così un'avventura tanto tenera quanto rocambolesca, giocata sul filo dell'equivoco tra il tesoro materiale, fatto di monete d'oro e oggetti preziosi, e il "Tesoro" cucciolo d'orso polare.


Ma ecco che una scialuppa si avvicina. Sono dei nuovi amici? Però hanno l’aria antipatica, urlano forte e cercano il tesoro. Come? Questi bricconi conoscono Tesoro? Stanno cercando proprio lui? Presto, bisogna nascondersi. 


Come andrà a finire?


"Vogliono rubare il mio tesoro" - Alex Cousseau, Philippe - Henri Turin - Babalibri

sabato 26 marzo 2016

Nell'erba


Dopo ogni Pasqua c'è la "Pasquetta", tradizionalmente sinonimo di gita fuori porta, scampagnata all'aria aperta. Dove riscopri odori, fragranze, sensazioni. Emozioni e colori. Uno un particolare domina in queste ricorrenze, fino a debordare: il verde. 
 
Come un flash mi è apparso in mente il libro "Nell'erba" di Yukiko Kato e Komako Sakai, edito da Babalibri. Dove la piccola Yuchan, al fiume con la famiglia, vede una farfalla colorata svolazzare e la curiosità la induce a correrle dietro, fino ad attraversare ondate di verde sinuoso e fluttuante come certe maree, che al levarsi del vento paiono dune di sabbia deserta che ti sale fino agli occhi. La piccola Yuchan penetra in una natura viva che la circonda fin quasi a sovrastarla, al punto di spaventarla. Nel momento di paura e smarrimento arriva in soccorso la madre, quasi una miracolosa apparizione a ricomporre il moto circolare delle cose.
 
"Nell'erba" è un libro suggestivo, traboccante di sensazioni visive, sonore e tattili. Dalle grandi panoramiche illustrative allo zoom su alcuni particolari, dai piedi della bambina, al suo busto che fa capolino tra la marea d'erba; alcuni disegni restituiscono proprio la sensazione reale di quando, camminando nell'erba alta e tra le piante, scostando la vegetazione dinanzi, all'improvviso ti appare davanti la visione di una cosa o persona. Il suono è quello del vento e del fiume, dell'accatastarsi dei pensieri nella testolina della piccola Yuchan che, a mano a mano che lo spavento cresce, si fanno rumore.
 
 
Le sensazioni tattili sono quelle dettate dall'erba, che è al contempo sfondo e soggetto narrante della vicenda; è lei che emana "fresco profumo", che fa "impigliare i piedi", che attraverso le sue foglie "pizzica alle gambe, produce solletico". Ed è sempre lei che "si muove come le onde del mare, arriva alla pancia, supera le spalle" fino a "guardare dall'alto" facendo scomparire la farfalla, "accarezzando le guance". E' nell'erba che l'elemento visivo, descrittivo e sonoro trovano la perfetta quadratura del cerchio. Pensiero, significato, senso.
 
 
"Nell'erba" trasforma una piccola storia di quotidiana curiosità in una delicata epopea narrativa. Alla scoperta delle piccole cose dove sono celate le grandi verità. Ci mostra altresì con scrupoloso dettaglio e ad alta definizione, cosa significhi guardare il mondo con gli occhi di un bambino, ponendo il nostro pensiero all'altezza del suo sguardo cognitivo. Un viaggio che cambia radicalmente la percezione di quelle cose che sovente diamo per scontate.
 
Fosse anche solo per questo, e al netto di tutta la poesia di cui sono impregnate le pagine, sarebbe un libro da leggere.

Nell'erba - YUKIKO KATO - KOMAKO SAKAÏ - #Babalibri