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giovedì 15 maggio 2025

Mal di nebbia


Albertina vive in un paese avvolto da dicerie e maldicenze, nate dopo che un gruppo di 12 disertori, durante la prima guerra mondiale, preferirono buttarsi nel fiume piuttosto che andare in guerra. Da allora, ogni notte, i fantasmi dei 12 disertori riemergono dalle acque del fiume portando sconpiglio e terrore tra gli abitanti, e il paese viene avvolto da una fitta e filamentosa nebbia che causa la morte di tutti quei bambini che sono soliti giocare vicino alla riva del fiume.

Ma Albertina è una bambina coraggiosa, forte e temeraria, e farà di tutto per scoprire cosa si cela dietro quella nebbia filamentosa e cosa si nasconde a ridosso del fiume, a volte mettendo a repentaglio anche la sua vita, ma la voglia di riportare pace e serenità tra la gente del suo paese è più forte di qualsiasi paura.

Mal di Nebbia di Nicoletta Gramantieri, Emons Raga, è uno di quei romanzi che leggi tutto d'un fiato, che ti tiene incollato alle pagine grazie alla narrazione in prima persona della diretta protagonista, che racconta con semplicità e dinamismo le vicende, utilizzando un linguaggio immediato e puntuale, permettendo al lettore di immaginarsi in quei luoghi, tra quelle vie, accanto ai protagonisti.

Mal di nebbia - Nicoletta Gramantieri - Emons Raga

 

giovedì 24 aprile 2025

E così bruciamo

 
Blanche vive per la danza classica. Balla da quando aveva 4 annie non ha mai avuto paura della ferrea disciplina, del dover ripetere, a volte, lo stesso esercizio per ore e ore, della perfezione alla quale aspirava, dei sacrifici da fare per raggiungerla.
 
Tutta la sua vita ruota intorno alla danza classica fino a quando non inizierà a frequentare il liceo coreutico di Marsiglia, fino a quando non incontrerà Ada che le sconvolgerà la vita con la sua libertà, il suo non seguire le regole, il suo dolore nascosto e così pericoloso.
 
E così bruciamo di Lisa Balavoine è un romanzo in versi sciolti emotivamente travolgente, da leggere tutto d'un fiato, con voracità, per arrivare alle pagine finali e lasciare scorrere la commozione e il sollievo.
 
E così bruciamo -  Lisa Balavoine, traduzione di Eleonora Armaroli - Terre di Mezzo

 

martedì 26 novembre 2024

Se dico no

 

25 novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La mia copia di Se dico no di Sabina Colloredo, edito da Einaudi Ragazzi è qui accanto a me da giorni. Lo avevo già letto poco prima dell'estata quando arrivò la prima in libreria; stamattina ho deciso di rileggerlo, di immergermi nuovamente nella vita di Chiara, la giovane protagonista, forse ancora un po' bambina e un po' adolescente, che si lascia cullare dalle lusinghe di un ragazzo più grande di lei, e se ne innamora.

Ma lui non è ciò che Chiara crede, è un ragazzo egoista e violento che durante una festa non si farà nessuno scrupolo a prendersi ciò che pretende, senza minimamente ascoltare i "no" che la ragazza pronuncia. Impossibile non piangere, impossibile non arrabbiarsi con chi non ha avuto occhi per vedere, impossibile non soffermarsi sulla mancanza di solidarietà, sulla cecità dei genitori, impossibile non immedesimarsi in quella giovane vita sopraffatta dagli incubi, dalla paura prima, e dalla sete di vendetta poi, e impossibile non piangere quando Chiara, con forza e fermezza, deciderà di denunciare la violenza di cui è stata vittima.

Se dico no è un piccolo gioiello, un romanzo da leggere insieme alle proprie figlie e ai propri figli, per riflettere, affrontare insieme il tema del rispetto dell'altro e della violenza di genere, un romanzo dal quale partire per far comprendere loro che possesso, violenza, gelosia, controllo, sottomissione sessuale non fanno parte della sfera dell'amore, sono solo i sintomi di tossicità e pericolo.

Se dico no - Sabina Colloredo - Einaudi Ragazzi


lunedì 15 aprile 2024

Il mare ci aspettava

 


Mi è sempre piaciuta la cifra stilistica di Antonio Ferrara, la sua scrittura lineare, precisa, mai banale, i capitoli brevi quel tanto che basta per incorniciare nel giusto modo un momento o un sentimento. 

Il suo ultimo romanzo, Il mare ci aspettava, mi ha letteralmente ammaliata, forse perché anche io, come il giovane protagonista Rocco e la sua inaspettata compagna di viaggio Rosa,  in questo momento vorrei trasgredire le regole e andare al mare, simbolo di libertà, autonomia, riscatto, ma anche e soprattutto per la tenerezza che ho trovato per questi due giovani ragazzi, che decidono di allontanarsi da due famiglie difficili da subire, a bordo della loro bicicletta, in un viaggio che non è solo tra borghi e boschi, ma è anche e soprattutto un viaggio interiore, alla ricerca della realizzazione di un sogno.

Il mare ci aspettava - Antonio Ferrara - Einaudi Ragazzi di Oggi

venerdì 12 aprile 2024

Il posto magico


 

Questo romanzo di Chris Wormell regala la possibilità di ridere, commuoversi, gioire, allarmarsi, entusiasmarsi, insomma di provare una vasta gamma di emozioni durante lo svolgimento della trama, grazie ad una scrittura coinvolgente, avvincente e pulita, alle illustrazioni  che consentono al giovane lettore di immaginare perfettamente le dinamiche dei personaggi e delle loro azioni.

In una Grande Città Nera fatta di tetti e comignoli, di grigiume e fuliggine, vivono Clementine e i suoi due zii, due tiranni, due persone terribili di una cattiveria sconfinata, che ricordano alcuni personaggi di Roald Dahl, che riservano alla bambina solo cattiverie e torture. Clementine sogna una vita diversa, un posto magico, lontano dalla camera umida e buia nella quale è costretta a vivere, sogna verdi montagne, rigogliosi fiumiciattoli, odori e profumi della natura, un posto che sia davvero "casa" dove sentirsi al sicuro e protetta, e solo grazie all'innata forza che possiede, alla vlontà, alla sua positività, a Gilbert (il gattone bianco che vive con lei e con gli zii) riuscirà a fuggire dalla sua progionia e raggiungere il suo posto magico, la sua vera casa. 

La prima cosa che mi ha colpito è stata l'illustrazione di copertina, l'ho trovata potente e accattivante. E poi la forza di Clementine, la sua capacità di riuscire a sperare anche nei momenti più bui, di aggrapparsi alla vita e alle poche possibilità avute per fuggire dagli zii tiranni, al messaggio di positività e speranza che mi ha accompagnato durante la lettura. Poi mi ha colpito l'ultima illustrazione contenuta nel romanzo, l'unica a colori in mezzo ad una serie di tavole in bianco e nero, proprio a voler sottolineare (senza l'uso delle parole) la realizzazione del sogno, l'avere trovato il posto magico dai colori sgargianti, fatto di montagne e fiumi, come Clementine lo aveva sempre immaginato.

 Il posto magico - Chris Wormell, traduzione di Elena Dorenti, Rizzoli

 

venerdì 5 maggio 2023

Come inchiostro nell'acqua



 "Buio.

Non un buio normale. Anomalo.

Intanto, è assolutamente certa di avere gli occhi aperti, eppure non vede nulla, anzi, sembra che l'oscurità vi prema contro come qualcosa di solido, quasi volesse entrarle dentro. Perciò li serra, spaventata, e si concentra sugli altri sensi."

Inizia così, tra le pagine nere e inchiostro bianco, il nuovo romanzo di Sara Allegrini, Come inchiostro nell'Acqua, edito da Il Castoro, per la collana Hot Spot.

E' una storia potente, forte, quella di Io, è così che ha deciso di chiamarsi la protagonista di questo romanzo. una storia che prende l'avvio nel momento in cui Io non ricorda il suo nome, non riconosce il luogo nel quale si trova, non sa per quale motivo sia li.

E' in quel momento di sospensione e smarrimento il buio, a volte, si dirada e Io incontra Mel, un'adolescente goffa e arruffata nei suoi vestiti larghi con una vita complicata e dolorosa alle spalle, e Julian, un ragazzo dolce e gentile, e Flo una bambina senza voce, più una serie di altri personaggi, tutti apparentemente distanti, scollegati, sconnessi tra loro ma che in realtà costruiscono, tutti insieme, la trama di un romanzo che fa riflettere, emozionare, piangere, sobbalzare il cuore pagina dopo pagina.

Sara ci aveva abituato alla sua scrittura schietta e senza fronzoli, in passato ci aveva raccontato storie "forti" di adolescenze difficili, ma con questo suo ultimo romanzo ha davvero scavato nelle buie profondità di anime belle ma piene di dolore e solitudine, prendendole per mano e accompagnandole verso la luce.

Sara Allegrini - Come inchiostro nell'acqua - Il Castoro

giovedì 17 febbraio 2022

Chiedi ai sogni di fare rumore

 


Cosmo brilla per la sua siderale assenza, sembra quasi uno sfondo estrapolato da "2001: Odissea nello spazio" di Stanley Kubrick; nel silenzio dell'universo, restituisce l'eco delle voci interiori di Arianna che fluttuano, galleggiano, nel vuoto della deriva.

Arianna, una e trina, Viva, Morta, Assassina. Quando il peso della coscienza ti schiaccia trascinandoti a fondo, dove non filtra la luce, nell'arcana speranza di sfuggire al ricordo che assume le sembianze di un terribile incubo.

Béla, una bicicletta in prestito e uno zaino vuoto, e l'ostinata missione di portare fortuna alle persone, con un sorriso e un battito di mani.

Manar, il dolore muto e fiero di una terra abbandonata a sé stessa, martoriata dalla guerra.

E l'ultima strofa di una canzone di Lucio Dalla che suona come un mantra:

"Anna avrebbe voluto morire

Marco voleva andarsene lontano,

Qualcuno li ha visti tornare

Tenendosi per mano".

Se il significato della parola "Kosmos" era ordine, armonia, anziché l'attuale universo, comprendiamo quanto la presenza di Cosmo sia essenziale per bilanciare il disordine interiore di Arianna, per squarciare questa cappa i sogni devono far rumore. E riportare alla luce termini e significati di una bellezza arcana, come "lampisteria", un autentico lampo di poesia.


Ci sono ragazzi che si caricano sulle proprie spalle fardelli troppo pesanti per la loro giovane età, e lo fanno in silenzio, in modo quasi invisibile allo sguardo adulto, spesso incapace di guardare lontano nel così vicino.

C'è tanto rumore entro l'apparente ovattato silenzio a cui dar voce. Certi libri di Alessandro Q Ferrari sono come microfoni nel silenzio dell'universo, certi suoi personaggi, così vicini, sembrano affondare la propria anima in quel pulviscolo cosmico da cui si è generato il mondo. Ordine e disordine sono come un Tao celeste, come Cosmo e Arianna sono espressione di un disegno più grande delle loro brevi e fragili vite.

"Chiedi ai sogni di fare rumore" - Alessandro Q Ferrari - Mondadori

giovedì 1 giugno 2017

I gatti negli armadi


"Zampette che frugavano raschiando sul legno. Un rotolare di corpi soffici, un brusio quasi impercettibile. Unghie affilate che si impigliavano sulla plastica che avvolgeva i vestiti fuori stagione.
Il bambino aprì gli occhi nel buio. I suoni provenivano dall'armadio.
Un miagolio sottile e dolcissimo giunse fino alle sue orecchie. Un'anta cigolò aprendosi. Due occhi gialli brillarono nella notte.
Voleva chiamare la mamma, ma la voce non veniva fuori, cacciata fin dentro il corpo dalla paura che lo paralizzava. Voleva accendere la luce, ma la distanza tra le coperte e l'interruttore era troppa e intorno c'era il buio, vuoto e pericoloso, fiocamente illuminato da quegli occhi gialli che lo fissavano e dai quali non riusciva a distogliere lo sguardo, come se fosse prigioniero di una malia.
Si trattava di un gatto, sicuramente, si trattava di un gatto, ma a casa sua non c'erano gatti, non c'erano mai stati gatti.
Una voce spezzò l'incantesimo. Era gentile, imbarazzata, veniva dall'armadio:
"Miao, mi scusi tanto" gli occhi luminoso scrutavano intorno, la loro luce si affievoliva sfumando nel verde. "Devo aver sbagliato uscita."
L'anta dell'armadio, come si era aperta, si richiuse e il gatto scomparve.
"

Inizia così "I Gatti negli armadi", romanzo fantastico scritto da Oreste Brondo, edito da 0111 Edizioni.

Il Cavalier Baggiani è il datore di lavoro della maggior parte degli abitanti di Bagnamare ed è anche proprietario della maggior parte delle abitazioni, sicché i bagnamaresi sono in buona parte allo stesso tempo suoi dipendenti e suoi affittuari. Un giorno il cavaliere aumenta gli affitti del 30%. Per molte delle famiglie si profila la rovina. A partire da questo evento ha inizio una ribellione pacifica ma inesorabile, che comincia con una serie di visite misteriose da parte di gatti dotati di parola che convincono gli inquilini a lasciare gli appartamenti. Intere famiglie si trasferiscono con il loro armadio nell'isola ecologica dove nasce un villaggio dalle strane regole, la cui vita sembra guidata dal buon senso, ma anche da qualcosa di magico.

I gatti sono i messaggeri del sogno, gli armadi, sepolti nel terreno dell'isola ecologica, con le ante rivolte al cielo, sono le porte che introducono a un mondo nuovo, migliore, che assomiglia ad un universo fantastico. Il "Re dei Gatti", il capo di questo nuovo bizzarro villaggio, è un personaggio a metà strada tra il "Pifferaio Magico" e il "Cappellaio Matto"; sorridente, cordiale, risponde all'arroganza con gentilezza, sfornando dolci e leccornie servite dai gatti che escono dagli armadi così come uscirebbero dalla migliore pasticceria di Bagnamare. Con cui rabbonisce, sorprende e incanta i rappresentanti delle forze dell'ordine e dell'Esercito mandati di volta in volta dal Cavalier Baggiani per sgombrare l'area dell'isola ecologica, e ripristinare l'ordine delle cose. Perché non ci sono in gioco soltanto gli affitti perduti e le fabbriche a corto di personale; anche i principali esercizi commerciali e negozi, dove i bagnamaresi fanno la spesa, spendendo i soldi guadagnati nelle sue fabbriche, sono di proprietà del cavaliere. E invece nell'isola, al'improvviso, sembrano non aver più bisogno di nulla. Escono dagli armadi puliti e cambiati, freschi e riposati: dalle ante escono cibarie di ogni genere, con cui spesso si festeggia, si mangia e si danza, riscoprendo il senso della comunità. 

Un ottimo esordio letterario quello di Oreste Brondo, insegnante della scuola primaria che si occupa anche di formazione degli insegnanti, in particolare di didattica della scienza e della matematica, con un grande sogno in testa che coltiva ogni giorno: avere a che fare con i bambini e con i ragazzi, lavorare con loro, coltivare insieme il piacere della scoperta e della lettura. E infatti "i Gatti negli armadi" nasce dal costante confronto e lavoro di gruppo con i suoi ex alunni di quinta quando insegnava a Napoli. Loro hanno contribuito a costruire la storia che Oreste gli raccontava a puntate, di volta in volta, aiutandolo a svilupparla. 

Le vicende narrate, trasfigurate in materia fantastica, sono profondente autobiografiche, vissute dall'autore in prima persona, per questo il racconto, nella sua oniricità, risulta ben amalgamato e convincente, finendo con il divenire avvincente.

A partire dalla figura del Cavalier Baggiani, i cui modi ricordano  il direttore generale della fabbrica Italtel di Carini (PA) dove Oreste ha lavorato come tecnico per alcuni anni; nella stessa figura del De Nittis, il primo a licenziarsi dalla fabbrica del cavaliere per inseguire un altro modello di vita, sembrano scorgersi le sembianze dell'autore, che ad un certo punto si è licenziato e ha girato l'Italia per fare l'insegnante. La stessa vicenda da cui prende spunto la narrazione, degli affitti così cari da gettare nello sconforto, e minare alle fondamenta una possibilità di vita serena e dignitosa, è stata vissuta da Oreste in prima persona, appena trasferitosi a Napoli. Quando, con uno stipendio di settecento euro mensili si ritrovò un anno a Napoli a pagare, a causa di un aumento immotivato, 550 euro al mese per un bivano di 25 metri quadrati. Alle presentazioni del suo libro Oreste racconta anche un altro episodio: la proposta di affitto, da parte di un intellettuale di sinistra napoletano, che gli propose una miserabile stanza a casa di sua madre senza diritto di usare il telefono, a cinquecento euro perché la casa si trovava al Vomero.

Da un punto di vista squisitamente letterario affascina la scelta dell'autore di usare un genere letterario antico (la favola) per raccontare problematiche contemporanee, profondamente attuali. Arrivando a sferrare, in modo giocoso e onirico, surreale, una feroce e serrata critica al capitalismo che sembra aver ormai imbucato una strada senza ritorno; arrivando ad un consumismo sfrenato, che produce alienazione, nevrosi, tensione. Dove non si lavora più per vivere, ma si vive per lavorare, riuscendo a malapena a sopravvivere, tra mille preoccupazioni, riducendosi a comportamenti, stereotipati come tanti automi. Smarrendo la dimensione relazionale, collettiva e sociale. Mortificando la propria sfera interiore, fatta di sogni.

Sintomatico, e altamente simbolico, che la rivoluzione pacifica parta, e di fatto si svolga, all'interno di un'isola ecologica, ovver il "cimitero" di quel consumismo sfrenato che affligge la nostra società contemporanea. Il luogo dove si butta di tutto, dagli scarti all'inutile, diventa di colpo l'arena del riscatto, della riscoperta del sogno, della rottamazione dell'egoismo per giungere alla rinascita di una dimensione collettiva e sociale. A ben guardare anche questo rimanda ad una scena di vita vissuta, apparsa agli occhi di Oreste, che lui ama definire "suggestione": due signori attempati, seduti ad un tavolino in un’isola ecologica, che serenamente giocavano a carte, sorseggiando una birra, circondati da mobili che sembravano fare da arredamento ad una bizzarra abitazione a cielo aperto. Ecco svelato l'arcano capace di mettere in moto tutto l'apparato fantastico che da vita al romanzo.

Una favola per adulti e adolescenti lettori, dal forte contenuto socio-psicologico; una favola altamente democratica, profondamente, intimamente egalitaria. 

Vi svelo l'ultimo arcano. Alla presentazioni del suo libro Oreste ama citare l'art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, quella "costituzione" di cui tutti parlano, ma pochi ricordano.

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

A ben guardare, tutto è partito da queste parole. Leggete questo bel libro, e ne converrete.

"La storia narrava di piccoli dei che somigliavano a pulci di mare che nell’oceano inspiegabile con dei legnetti, dei refoli di vento, e delle gocce di schiuma sfuggite alla risacca, costruivano una terra meravigliosa, sulla quale cominciavano a danzare gli uomini, le donne, i bambini e gli animali, e acqua fresca sgorgava da fonti inesauribili, e gli animi affaticati si placavano di fronte alla bellezza del mondo e ogni cosa era nel giusto posto.
Narrava poi di periodi oscuri in cui, da altri luoghi, emersero gigantesche, potenti e risolute divinità, che cominciarono a spezzare le montagne, a contare le nuvole e a catalogarle, a disporre del tempo e dello spazio secondo un disegno preciso, periodi scuri nei quali la felicità era proibita. E narrava di come i piccoli dei, fragili come libellule al vento maestrale, furono costretti a conservarla, a nasconderla dentro un minuscolo vaso di creta fragilissimo, continuamente in pericolo, e di come alla fine un po’ ne rimase, abbastanza comunque da poter ricominciare da capo, con fatica, senza smettere mai un attimo di pensare, di credere che tutto avrebbe potuto essere come forse un giorno era stato, oppure anche diverso, ma sicuramente meglio di così, e ricominciare di nuovo da un refolo di vento, dalla schiuma di un onda, da un frammento di sabbia, da una forza piccolissima contro una forza immensa.
"

I Gatti negli armadi - Oreste Brondo - Zerounoundici Edizioni

mercoledì 8 marzo 2017

Più veloce del vento


"Quando Icaro precipitò verso il mare dopo avere tentato di volare fino al sole, aveva un solo rimpianto: quello di non poter più domare il vento. L’essere sfuggito al Minotauro non gli importava. L’essere arrivato più in alto di qualsiasi uomo non contava. L’unica cosa che desiderava era volare di nuovo a quell’altezza impossibile, irraggiungibile, solo sua".

Se questo libro si fosse limitato ad un semplice tributo alla vita e alle imprese di una grande “Donna”, probabilmente non staremmo a parlarne con tanto trasporto; perché le commemorazioni sono si sacrosante, spesso doverose, ma la “letteratura” è un’altra cosa. “Più veloce del vento” di Tommaso Percivale, edito da Einaudi, è invece un grande “romanzo”, che noi di Storie a Colori abbiamo inserito nella terzina dei candidati al Premio Orbil 2016, indetto dall'ALIR, per la sezione narrativa 10-14. Perché l’autore, partendo da una scrupolosa ricerca sulle poche notizie storiche a disposizione, ha imbastito intorno alla figura di Alfonsina Morini, coniugata Strada, la prima donna ciclista a partecipare al “Giro d’Italia”, la propria epica narrativa. Tre epopee si incrociano in questo libro. Quello dell’Italia contadina di inizio secolo scorso, e di fatto sopravvissuta fino al secondo dopoguerra, di una vita aspra e dura a spezzarsi la schiena sulle campagne, dove i maschi coltivavano i campi e governavano le bestie, e le ragazze stavano dietro gli animalI da cortile, ai lavori di casa, e chi era brava dava una mano all’economia domestica e arrotondava con i lavori di sartoria; una vita frugale legata ai valori semplici, familiari, eppure così carica di poesia ora che a guardarla appare lontana anni luce. A questa si lega a doppio filo l’epopea tutta femminile della protagonista, circa il diritto di scegliere cosa fare della propria vita, al pari dei maschi, assecondando le proprie passioni e inclinazioni, indipendentemente, anzi contro i dogmi, le consuetudini e imposizioni allora in voga, che vedevano (perché così volevano) la donna inadatta a intraprendere certe strade. Qui l’autore risulta particolarmente abile e dotato di singolare garbo nel descrivere le diatribe dialettiche sostenute da Alfonsina Strada con la propria madre, in un confronto agli antipodi di esigenze e visioni; nel mostrare il rispetto della protagonista nei confronti della propria famiglia, impegnandosi strenuamente negli studi, e contribuendo in modo importante all’economia domestica nelle difficili condizioni in cui essa versava, distinguendosi nella sua abilità al ricamo, sebbene la sua vocazione seguisse ben altri lidi. Salvo poi coltivare in segreto i propri sogni quando la notte calava e il mondo andava a dormire; allora di nascosto, furtivamente si recava al fienile prendendo la bicicletta facendo lunghe pedalate di notte, per tornare poco prima dell’alba, prima che la sua famiglia si destasse. Sfidando anche le cinturate del padre il giorno che se ne accorse. Ma per Alfonsina nulla era più doloroso dell’idea di rinunciare volutamente al proprio sogno, di una vita diversa, se non necessariamente migliore, almeno scelta. Perché

"Quando un desiderio non si avvera, il tempo non scorre più".

Ma questo romanzo celebra anche e soprattutto l’epopea di Percivale scrittore di razza, con una storia che viaggia su ritmi pazzeschi, tutta in piedi sui pedali; non c’è pagina che mostri un cedimento, non c’è pagina in cui l’autore non mostri uno spunto, uno scatto di fervore narrativo, che lasci il lettore di sasso, meravigliato e attonito. Magistrale la descrizione della nebbia emiliana il giorno in cui nacque ‘Fonsina; memorabile l’avvicendarsi dei registri narrativi, dal poetico al comico, con un’ilarità talvolta spiazzante ai limiti della gag; come quando Iacopo mostra ad Alfonsina come si va a salire al volo sulla bicicletta in corsa, con la “grazia di una vacca che si tuffa nel fango”; o come quanto lo stesso Iacopo, allo scatto dell’amica Alfonsina che gli lancia la sfida “rimane fermo come un camposanto". Si vede che l’autore si diverte ad immaginare le scene, ci ride sopra, e fa a sua volta divertire il lettore. In una storia dal sapore vivo, mai stereotipato. Impossibile non affezionarsi alle sorti di Alfonsina Morini, che corre “più veloce del vento”, con “i capelli pettinati con la polvere da sparo”. Alfonsina che la domenica finge di andare a messa, e di nascosto va a fare le gare in bicicletta e poi viene scoperta; e la madre la pone di fronte alla scelta tra tornare a fare la brava ragazza di famiglia o seguire le proprie inclinazioni andando a vivere altrove. Alfonsina che fa i suoi primi allenamenti ufficiali al Parco della Montagnola a Bologna; Alfonsina che gareggia al Parco del Valentino a Torino con la celebre, nonché più allenata ed esperta, Giuseppina Carignano, facendole mordere la polvere. E soffriamo con lei quando la Grande Guerra mette in crisi lei e la sua famiglia, con il marito Luigi Strada che da di matto perché gli soffiano il brevetto della macchina del caffè, cade in depressione e finisce internato al manicomio; Alfonsina dovette ricominciare tutto da capo, e ancora una volta se la cavò da sola. Il Giro di Lombardia, il Giro d’Italia del 1924, prima e unica donna a competere in gare per soli uomini. Combattendo contro l’avversario più duro rappresentato dallo scherno e la diffidenza. Ma niente può più fermare questa donna, "con i capelli a bebè", ormai giunta ad un passo dal coronare il proprio sogno.

"Quando ogni singolo respiro è dedicato a un sogno, e il sogno è quello di volare, il respiro diventa vento".

Quando finisci di leggere questo libro ti senti orfano. Una grande malinconia ti assale. Non vorresti mai arrivare alla fine. Quando il vento si alza, vorresti che non smettesse più di soffiare. 

"Più veloce del vento" - Tommaso Percivale - Einaudi Ragazzi