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venerdì 12 aprile 2024

Il posto magico


 

Questo romanzo di Chris Wormell regala la possibilità di ridere, commuoversi, gioire, allarmarsi, entusiasmarsi, insomma di provare una vasta gamma di emozioni durante lo svolgimento della trama, grazie ad una scrittura coinvolgente, avvincente e pulita, alle illustrazioni  che consentono al giovane lettore di immaginare perfettamente le dinamiche dei personaggi e delle loro azioni.

In una Grande Città Nera fatta di tetti e comignoli, di grigiume e fuliggine, vivono Clementine e i suoi due zii, due tiranni, due persone terribili di una cattiveria sconfinata, che ricordano alcuni personaggi di Roald Dahl, che riservano alla bambina solo cattiverie e torture. Clementine sogna una vita diversa, un posto magico, lontano dalla camera umida e buia nella quale è costretta a vivere, sogna verdi montagne, rigogliosi fiumiciattoli, odori e profumi della natura, un posto che sia davvero "casa" dove sentirsi al sicuro e protetta, e solo grazie all'innata forza che possiede, alla vlontà, alla sua positività, a Gilbert (il gattone bianco che vive con lei e con gli zii) riuscirà a fuggire dalla sua progionia e raggiungere il suo posto magico, la sua vera casa. 

La prima cosa che mi ha colpito è stata l'illustrazione di copertina, l'ho trovata potente e accattivante. E poi la forza di Clementine, la sua capacità di riuscire a sperare anche nei momenti più bui, di aggrapparsi alla vita e alle poche possibilità avute per fuggire dagli zii tiranni, al messaggio di positività e speranza che mi ha accompagnato durante la lettura. Poi mi ha colpito l'ultima illustrazione contenuta nel romanzo, l'unica a colori in mezzo ad una serie di tavole in bianco e nero, proprio a voler sottolineare (senza l'uso delle parole) la realizzazione del sogno, l'avere trovato il posto magico dai colori sgargianti, fatto di montagne e fiumi, come Clementine lo aveva sempre immaginato.

 Il posto magico - Chris Wormell, traduzione di Elena Dorenti, Rizzoli

 

giovedì 15 marzo 2018

Questa notte ha nevicato




Ma tu che vai, ma tu rimani
Vedrai la neve se ne andrà domani
Rifioriranno le gioie passate
Col vento caldo di un'altra estate

Fabrizio De André – Inverno.



Quando la neve si scioglie, cosa resta?

Strano porsi tale domanda parlando di un libro che descrive, in modo originale e personalissimo, l’incanto del mondo avvolto dal manto nevoso.  Quando sfoglio un albo che mi stimola lo sguardo, sono solito chiedermi  certo  “di cosa parla?”, ma anche e soprattutto “dove mi porta?”


Perché un buon libro, più che una meta, racconta l’ambizione di un viaggio.

Parto dal titolo. Questa notte ha nevicato.

Espressione netta che, nel suo candore, disegna uno spartiacque. La neve ammanta e nasconde il mondo sotto una coperta bianca, lasciando campo all’immaginazione. Oltre ciò che si vede.


Linguaggi visibili e invisibili. Mi ricorda il “mirare” leopardiano, che va oltre il semplice sguardo, richiede l’intervento partecipe del mondo interiore,  nella contemplazione assorta e disposta ad assecondare la meraviglia, l’incanto, lo stupore.


La fotografia ferma un momento, congela (è proprio il caso di dirlo) un attimo. L’autrice integra l’esperienza di un viaggio, aggiungendo dell’altro. Sono piccoli disegni che aprono spiragli mentre raffigurano scorci. 



In questo carteggio di arti figurative il linguaggio visibile incontra l’invisibile che lo trasfigura. E anche una città caotica come Milano può tramutarsi in un bosco magico, dove il capriolo saltella lungo lo strade e il lupo si mescola tra i cani del parco.  Sogno o son desto?  


In città vivono tante creature diverse, ognuna lascia la sua impronta”. 



Si parla spesso dello sguardo magico dell’infanzia, della capacità dei bambini di incantarsi di fronte alle piccole cose della vita. Loro lo sanno, e quando da una parte finisce un incanto, subito lo scovano in altro.



Per noi adulti, la domanda resta aperta. Quando la neve si scioglie, cosa resta? Se abbiamo bisogno di scuse e ragioni per stupirci, se non continuiamo a guardare la vita che riaffiora dal torpore in cui è sprofondata con la stesso incanto, allora la neve non è servita a niente.

"Ma tu che vai, ma tu rimani
Anche la neve morirà domani
L'amore ancora ci passerà vicino
nella stagione del biancospino"

Fabrizio De André - Inverno


E voi fatevi un regalo. Ascoltatevi ogni tanto, mentre contemplate assorti le meraviglie del mondo. Che la neve in fondo ci suggerisce questo. Di fare silenzio, e trovare un poco di spazio, dentro.

"Questa notte ha nevicato" - Ninamasina - Topipittori

sabato 7 ottobre 2017

Una foglia


Corsivi corsari. Come quelli di una foglia che, manifestando un anelito umano, si stacca dall'albero per andare a vedere come è fatto il mondo. 


«Pensò semplicemente che era bene prendere il vento come si prende un tram».


«Così, quando arrivò una raffica di vento più forte, lei ci saltò dentro al volo».


Il testo di Silvia Vecchini resta lassù, leggero e sospeso nel vento; sono le illustrazioni di Daniela Iride Murgia a toccare terra, e allagare la scena.


Calando la narrazione plumbea, interiore, eterea, in un variopinto e dinamico safari urbano, con i suoi attori, istanze e umori.


Le illustrazioni della Murgia, sempre così minuziose, curate, preziose, allagano il foglio bianco di quadricromie che si fanno binari e pozzanghere, scaricando a terra la loro linfa vitale. 


E' un incontro magico quello tra l'istanza puramente interiore del viaggio e quella rivelante della scoperta che si manifesta attraverso la fisicità del contatto.


Per un attimo anche il vento si ferma, e osserva incantato.



 "Nemmeno il vento se n'era andato. E lui soffia dove vuole".


Silvia Vecchini conferma la propria maestrìa nel raccontare la poesia delle piccole cose, senza artifici e al riparo da morali. Daniela Iride Murgia diventa ogni giorno più preziosa, con i suoi sguardi che restituiscono il fascino dei gesti antichi e il sapore delle cose buone; il suo tratto è uno dei più caratteristici della scena illustrativa italiana. Edizioni Corsare si mantiene editore rigoroso e coerente, nelle sue scelte narrative e stilistiche, privilegiando la qualità alla quantità delle pubblicazioni. Poche, davvero buone.

Ci vuole coraggio a lasciarsi andare come "una foglia".  Un albo prezioso che ha meritatamente vinto il "Premio Rodari 2017" per la sezione Albi illustrati.

"Una foglia" - Silvia Vecchini, Daniela Iride Murgia - Edizioni Corsare