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giovedì 26 febbraio 2026

Questo posso farlo

Sarà per la giornata uggiosa, sarà per i pensieri che affollano la mente, sarà perché a volte mi chiedo ancora dove voglio andare e cosa voglio fare, cos' pochi minuti fa ho avvertito il forte desiderio di riprendere in amno un albo illustrato che amo senza alcuna riserva, ovvero Questo posso farlo di Satoe Tone, Kite Edizioni.

Una storia apparentemente triste che in realtà racconta una grande verità, ognuno di noi ha il proprio posto nel mondo, un proprio percorso da comprere per comprendere il proprio destino e capire di essere in grado di fare, di amare e di esserci, sempre e comunque.

 Età di lettura: dai 5 anni in su 

Questo posso farlo, Satoe Tone, Kite Edizioni 

 

venerdì 16 giugno 2017

Le parole di Bianca sono farfalle


Oggi è una di quelle giornate dove il cielo è grigio e piove a catenelle, ed è facile farsi prendere dalla noia e dalla malinconia. Allora scelgo di parlare di un libro che ha il sole e tanti colori dentro.

 
"Bianca non sente e non parla
ma le sue mani sono farfalle
che danzano nell'aria
e raccontano tutte le storie 
e tutti i suoni del mondo".


Bianca, la protagonista della storia, è una bambina "speciale" che non sente e non parla, ma ha la capacità di notare e vedere alcuni atteggiamenti che alla maggior parte degli altri sfuggono:
"vede quando i sorrisi dicono le bugie e quando gli occhi parlano, anche se la bocca riposa"


Bianca conosce il linguaggio delle emozioni, quelle autentiche, che non ingannano, quelle che nascono dal cuore. 


Bianca è circondata d'amore, quella della madre che non la rimprovera se con i colori si sporca e compare qualche macchia, ma anzi la aiuta a creare i giochi più fantasiosi e impensabili, come trasformare un salotto in una splendida spiaggia stando distesi sul divano con grandi cappelli di paglia a riscaldarsi con quel sole che irradia da dentro. O come l'amore del padre che si china a darle un bacio sul collo.


Le parole di Chiara Lorenzoni sono di grande impatto emotivo - visivo, e giocano molto sui contrasti, tra una fisiologica situazione di partenza, e le nuove frontiere comunicative che, una bambina come Bianca, può invece esercitare. Contrasti che si fanno poesia quando il linguaggio delle emozioni assume una sua musicalità descrittiva, come lo "schiocco dei baci sulla guancia" e "il suono delle ciglia di papà sul volto". 

 
Un linguaggio carico di gestualità, come le mani che si muovono come farfalle disegnando un mondo ricco di significati. 


Sophie Fatus disegna un universo dinamico, carico di slanci colorati, di intensi vortici, di emozioni che non si possono contenere e non è sempre possibile tradurre con le parole. Quante cose raccontano quei piedi che si infilano sotto un tappeto blu fatto di onde che allaga la stanza tracciando orizzonti inesplorati. Ogni illustrazione è un inno al movimento e alla capacità e desiderio di esternare le emozioni che abbiamo dentro.


"Le parole di Bianca sono farfalle" è un libro che invoglia a cercare il sole che ogni bambino cela dentro il proprio cuore.


E' un libro che invita a cercare la "specialità" nella diversità, a non fossilizzarsi sui condizionamenti, mettendo a frutto nuovi modi di comunicare e partecipare alla vita emotiva e sociale; di riflesso, suggerisce anche di usare le parole adeguate quando si affrontano con i bambini certi argomenti riguardanti determinate situazioni.


E' anche un grande incoraggiamento a quei genitori toccati direttamente da certe problematiche a non lasciarsi andare, e vedere quanto di speciale questi figli hanno dentro, ad aiutarli ad esprimerlo compiutamente, senza remore né condizionamenti di sorta. E' un invito a riempirli d'amore, perché nell'amore ogni situazione trova compiuta espressione, e l'amore, in quanto incondizionato, è la negazione del concetto stesso di "limite".

"Le parole di Bianca sono farfalle" - Chiara Lorenzoni, Sophie Fatus - Giralangolo

martedì 7 marzo 2017

Il puzzle infinito


Tra le nuove uscite di questo periodo, ci preme sottolineare questa, di Kalandraka.


Scorrendo tra le pagine di questo libro vien da pensare che le grandi lezioni di Bruno Munari circa il far entrare i bambini a contatto con i materiali, facendoli sperimentare, liberando la loro capacità di espressione e creazione, sia giunta forte e viva ai nostri giorni. 
 
 
 Ed è questo che ci preme evidenziare di questo libro variopinto e articolato, e pieno zeppo di grandi messaggi. Perché questo albo tratta argomenti importanti: parla di diversità, elemento che ci accomuna; nel nostro essere tante piccole tessere, ognuna con le proprie peculiarità, messi insieme costituiamo qualcosa di nuovo e più grande; non ultimo, nella vita non si butta via "quasi" niente. 



Ebbene si, questo albo è anche un giocoso trattato di ecologia e di tecnica del riciclo, in quanto i simpatici cubotti che costituiscono figure e personaggi, altro non sono che piccole scatole di cartone di diversa fattura, che l'autore raccoglie, dipinge, per utilizzarle a mo di cubotti, tessere, costruzioni, di un ampio puzzle. "Infinito". Proprio nelle ultime pagine del libro l'autore svela alcune tecniche di lavorazione, mostrando alcuni esempi compositivi sull'utilizzo delle scatole per creare oggetti e figure.



Ultimamente siamo bombardati di pubblicazioni che, nell'ansia di veicolare messaggi corretti e intelligenti ai nostri figli, spesso finiscono per mettere in secondo piano l'aspetto ludico e narrativo che dovrebbe essere "proprio" e "primario" dei libri destinati ai bambini; ecco, questo libro fa esattamente questo. Giocando si impara, esplorando si entra a contatto con il mondo esterno. Soprattutto, più di tante parole, conta il buon esempio.


E ora, cari bambini, aguzzate l'ingegno. Il mondo è vostro.

"Il puzzle infinito" - Diego Bianki - Kalandraka

mercoledì 11 gennaio 2017

La bananottera


 "Un bel giorno Lena incontrò Fanone, un immenso re elegante e gentile, e lo sposò in una notte di luna piena. La grande palla dorata splendeva nel buio come neppure il sole aveva mai fatto nelle giornate serene, e la grossa balena ne rimase incantata. Forse fu quella luce luminosa la causa di tutto e qualche mese dopo nacque Nana, che già da neonata era robusta e forte, ma con una caratteristica molto speciale".



La "Bananottera" di Maria Luisa Riccioli, illustrata da Monica Saladino, edita da VerbaVolant, è una deliziosa storia sulla "diversità". Nana è una piccola balena di colore giallo, come quello delle banane. Questa caratteristica finisce per spiazzare gli altri animali che popolano il mare, i quali, preoccupati da questa diversità a cui non sanno dare una spiegazione, guardano il piccolo animale con sospetto finendo per schernirlo, "dietro le pinne".



Poiché Nana ha lo stesso colore della banane trasportate dalle enormi navi "bananiere", l'equazione fu presto fatta: Banana + Balenottera = Bananottera.

 
Sebbene la Regina Lena si sforzi di riempire d'amore sua figlia, cercando di ripararla, per quanto possibile, dalle malelingue, la piccola Nana soffre i cori di scherno degli altri abitanti del mare.


Un giorno, una baleniera, condotta dal capitan Millemari, cattura la Regina Lena, la quale urla alla piccola Nana di fuggire via: "speciale" come è, con il suo colore giallo, rischia di essere catturata anche lei. Ma Nana non fugge perché non intende abbandonare la madre al suo triste destino. Seguendo l'esempio di Nana, le altre balene si riuniscono in gruppo e come un grande roboante esercito si dirigono verso la baleniera, per liberare Lena. 


Il capitano Millemari e il suo equipaggio finiscono nelle gelide acque dell'oceano, e a quel punto Nana nuota in loro soccorso, caricandoseli in groppa, fino a condurli in salvo, lasciandoli su un iceberg, dove saranno soccorsi da un'altra nave di passaggio.


La piccola Nana è diventata l'eroina del mare. Ora tutti la festeggiano, tutti reclamano le sue attenzioni. Il giallo della sue pelle non è più un problema.


 Il libro si conclude con un decalogo di comportamenti da tenere nel pieno rispetto dell'ecosistema marino, ivi compresa una descrizione della vita sott'acqua, e le peculiarità di alcuni animali acquatici protagonisti della storia, come animali e delfini.

 
 

"La Bananottera" - Maria Luisa Riccioli, Monica Saladino - VerbaVolant

giovedì 17 novembre 2016

Un prato fortunato


Che alcuni libri siano speciali, te ne accorgi prendendoli in mano, prima ancora di sfogliarli.



La copertina, in lamina di legno. trasmette il calore degli affetti familiari. Le pagine, fini e orlate di verde prato, tramandano al tatto il fresco sussurro del vento.


Mentre formulo questo pensiero, non ho ancora sfogliato le pagine del libro, ignorando che proprio il vento ha un ruolo importante nell'economia della narrazione. Eppure le dita, qualcosa di magico l'avevano già percepito.

 
La storia tratta un argomento particolare, ovvero il tema della "diversità", con particolare riferimento alla "Sindrome di Down".


Il libro, che è anche un progetto, nasce dalla storia di Mariasole, deliziosa bambina affetta da questa sindrome, figlia di Stefano e Paola, due genitori che hanno voluto raccontare la gioia delle loro vite accanto al loro piccolo speciale "quadrifoglio", che ha reso la loro famiglia un "prato fortunato". Si rivolgono a Maria Luisa Morici, amica di famiglia, creativa e scrittrice, che ne imbastisce una storia, illustrata da Aurora Roscini. 


Mariasole è un quadrifoglio in un campo di trifogli. E questo getta scompiglio nella testa del "capofila" che le chiede di far finta di avere tre foglie come tutti gli altri, ovvero essere ciò che non è. La voce narrante viene assunta dal vento, che dall'alto del suo tono paterno spiega la sua scelta di portare in un campo di trifogli un seme di quadrifoglio, per rendere quel prato fortunato.


"E dire che a guardarli dall'alto sembrano tutti uguali,
ma da vicino, se li conosci bene da bambini,
ti accorgi che sono tutti diversi" 



Il vento racconta di come le piantine si impegnino per sembrare tutte uguali, ma non sanno che è un'impresa impossibile, ognuno è diverso dall'altro, che sia animale, vegetale o minerale.


 "Ogni abitante della terra ha in sé il grande dono della metamorfosi", quindi cambia in continuazione, talvolta in modo lento e impercettibile, altre in modo repentino. Ma se, spiega il vento, durante la propria evoluzione ognuno è diverso da sé stesso, come può pretendere di essere uguale agli altri?


Intanto la piccola Mariasole inizia a cantare sul prato, lega con la piccola Dimé, un germoglio di "Nontiscordardime" che si appresta a sbocciare. Dimé è attratta dall'abilità di Mariasole nel canto, e gli chiede di insegnargli nuove canzoni. Fa amicizia con gli altri trifogli e i vari fiori e animali che popolano il prato. 


Come sempre il tema della diversità costituisce un "problema" agli occhi degli adulti, che tendono a voler uniformare, nascondere le differenze. Agli occhi candidi dei bambini, le diverse abilità costituiscono motivo di curiosità e apprendimento. Viene visto come una opportunità. Siamo tutti diversi, nella nostra ossessione omologatrice che vorrebbe farci gli uni uguali agli altri.


"Lei signor capofila è un gran diverso, perché è l'unico trifoglio alto 30 centimetri, che la la voce più forte delle altre, che la sua foglia alta ha una leggera sfumatura blu", dirà la piccola Mariasole.


Se ogni trifoglio è diverso dagli altri, perché un quadrifoglio dovrebbe fingere di essere quello che non è, ovvero a sua volta un trifoglio?


La storia è scritta in modo semplice, per essere fruibile e godibile anche ai bambini più piccoli. Il tono è sempre gioviale, allegro, talvolta scanzonato, e questo è un pregio intrinseco in un libro destinato ai bambini che ambisce a trattare un argomento così delicato e importante. Questo è un aspetto che mi preme sottolineare. E' un libro che tende a divertire, tenendo lontano tristezze e malinconiche assorte contemplazioni. E' un oceanomare vivido di verde speranza che richiama a quell'Umbria in cui è stato pensato, dalle illustrazioni costruite a misura di bimbo, piene di quelle espressività "facciali" che raccontano più di tante parole. Quante cose raccontano quegli occhioni dubbiosi, perplessi, smarriti, infine felici. 


 Una storia ariosa, confezionata in uno scrigno che è un piccolo gioiello di cartotecnica.
 

Per eventuali approfondimenti, rimando al sito, che spiega il progetto e come è nato questo bel libro.
www.unpratofortunato.it


Con un invito a venire a scoprirlo nella nostra libreria, dove fa bella mostra in un apposito "espositore" in legno realizzato "artigianalmente", come già per il libro, direttamente dal papà di Mariasole.


 
 
 

"Un prato fortunato" - Testo di Maria Luisa Morici, illustrazioni di Aurora Roscini - Distribuzione Associazione Fogliacolori