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domenica 9 luglio 2017

Il sogno di Youssef



"Se la luna avrà i tuoi occhi
allora il mare si alzerà a guardarla
piangendo lacrime di stelle
".

(Anonimo)


Il mare e la luna, quante volte si incontrano sulla linea del nostro orizzonte, arrivando a sfiorarsi, a lambirsi.



Il mare e la luna segnano lo spartiacque tra sogno e realtà, storia e favola, di un bellissimo libro, scritto da Isabella Paglia e illustrato da Sonia Maria Luce Possentini, edito da Camelozampa.



Chiudiamo un attimo gli occhi, e lasciamoci trasportare dal flusso ondoso della narrazione:

"... Quando i passi dei vecchi del villaggio si fecero pesanti di silenzio e le famiglie partirono senza fare ritorno, fu allora che Youssef e Maryam videro per la prima volta il mare...".
"..Aveva il ritmo della ninna nanna, e quel giorno li separò per sempre..."


Riapriamo gli occhi. Youssef disegna sul muro di calce bianca della propria casa una grande caravella "con vele enormi che si gonfiavano alla brezza del mare, prendendo il volo".

 
Perché la caravella, "è la nave delle scoperte. Me l'hanno raccontato a scuola. E io voglio scoprire dove si trova ora, la mia amica Maryam". Così risponde Youssef alla madre che gli chiede le ragioni di quel disegno. 


Youssef saluta la sua amica che vede allontanarsi a bordo di un barcone, in braccio alla mamma. Tiene in mano una ciabattina che Maryam ha perso sulla sabbia. 

E' l'unica cosa che gli resta di lei, e lui gliela riporterà. Sulla "splendida caravella a vele spiegate che aveva disegnato, e che presto si alzerà in volo. Perché porta dentro il suo sogno".


Chiudiamo un'altra volta gli occhi.

"Le bombe però, presero a morsi le case e le speranze di chi era rimasto. Anche la casa bianca di Youssef crollò, assieme alla sua caravella. Non c'erano più muri per disegnare un'altro veliero."

 

Riapriamoli.

Intorno non è rimasto niente. "I buchi neri delle guerre dei grandi" ingoiano tutto.
Restano i sogni dei bambini, "appesi tra cielo, terra e mare".




E se nella terra intorno non è rimasto in piedi nulla, non resta altro che alzare gli occhi al cielo. In cielo c'è lei, la luna. 

Youssef alza le braccia alla luna, e gli chiede le ali per raggiungere Maryam. 

"I sogni dei bambini trovano sempre un modo per sopravvivere".
 

Fu così che, nel cuore della notte, la luna prese nelle sue braccia Youssef, e come una grande caravella navigò in cielo, sorvolando le colline e il mare. Quando "la ciabattina di Maryam divenne d'argento e sgusciò dalle mani del bambino, cadendo dentro l'acqua d'inchiostro che si riempì di luce". 



La notte non sapeva più di sale, intorno il profumo degli aranci in fiore. Youssef si tuffò.
"I due bambini si abbracciarono, di nuovo insieme. Per sempre".

Così, come dovrebbe finire qualunque storia che azzera quelle diversità prese a pretesto per scatenare le guerre.


Questo è l'inchiostro di Isabella Paglia. Poi ci sono le matite oniriche di Sonia M.L. Possentini che illustrano la storia ai confini del sogno. Un'aurora di blu che allaga la scena legando mare e cielo, e screziature di bianco luce là dove la narrazione impone di squarciare il nero delle tenebre. Un boreale sinfonico di visioni e pulviscoli di stelle, con punte di colore là dove serve, tra gli aranci e le foglie, o su una ciabattina che funge da testimone.

 
Questo libro è una dedica a tutti coloro che non hanno smarrito la voglia di sognare, e a tutti coloro che hanno ancora la forza di commuoversi. Pura poesia. 

"Il sogno di Youssef" - Isabella Paglia, Sonia Maria Luce Possentini 

mercoledì 5 luglio 2017

Il cane e la luna


Non ci limitiamo a suggerirvi storie. Vogliamo farvele vivere. Scivolandovi dentro, in punta di piedi.


 Un grande esordio, quello di Alice Barberini, presso una casa editrice, la Orecchio Acerbo che noi di storieacolori amiamo particolarmente, perché di grande impatto visivo, ed emotivo. 



Il fascino di questo libro, dalle bellissime illustrazioni, è appunto nella sua modalità narrativa. Parole ed immagini si alternano come nei film muti di un tempo.
 
 

Protagonisti della storia sono un cane giocoliere, attrazione indiscussa del circo, e una luna di cartapesta. Il cane non ha occhi e pensieri che per quella luna. Per lei si esibisce, per lei colleziona acrobazie. Ma il padrone del circo vuole disfarsi di quella luna, ritenendola un'attrazione vecchia, superata. 


Allora il cane se la carica su un carretto e la porta via, attraversando strade deserte e gelide, fino ad accucciarsi ad un angolo, infreddolito e stremato, ma pur sempre disposto a fargli la guardia.

 
Fino a quando non si ferma un ragazzino che amorevolmente decide di prenderselo con sé. E la luna?


Verrà raccolta da un distinto signore innamorato delle immagini, che la trasformerà in una stella del cinema. Proprio quella immortalata da Georges Méliès nel suo "Le voyage dans la lune".


Questo albo è poesia che si fa empatia.

"Il cane e la luna" - Alice Barberini - Orecchio Acerbo

martedì 1 marzo 2016

Papà mi prendi la luna per favore?

 Eric Carle, si sa, è uno dei più apprezzati autori di libri per l'infanzia, e il suo libro più celebre, "Il piccolo Bruco Mai Sazio" è, non a caso, un "Must". Uno dei tratti distintivi di questo autore risiede da un lato nell'uso sapiente e vivido dei colori, dall'altro nell'utilizzo di alcuni espedienti nell'impaginazione che danno sostegno alla narrazione. I suoi libri sono spesso pieni di sorprese tra le pagine, che sembrano animarsi e aprirsi al mondo del lettore che si trova a prendere il libro in mano. 
"Papà mi prendi la luna per favore" non fa eccezione, anzi esalta questa peculiarità narrativa "spaziale" propria dello scrittore.
 
L'assunto di base è quanto di più semplice possa esistere, e consiste nell'attitudine e nella volontà di un padre di fare il possibile (e talvolta l'impossibile) per rendere felice il proprio figlio/a. Metaforicamente questo viene tradotto nel desiderio, tanto poetico quanto apparentemente strampalato, di Monica, la bambina protagonista, di possedere la "Luna", o quantomeno una sua piccola porzione.
 
Ecco allora che entra in azione la forza narrativa immaginifica di Eric Carle, che crea un libro di rara efficacia e sicuro divertimento. Le pagine si aprono verso l'esterno, e appare questo papà che imbraccia una scala lunga ben 4 tavole; poi il libro si apre verso l'alto e il papà si arrampica con la scala verso la luna. Nel cuore del libro, una pagina lucida e ripiegata in sé stessa si apre e, raddoppiando di dimensione, rivela una fantastica luna. Quindi il libro si apre con la pagina verso il basso nel momento in cui il padre scende dalla scala con il pezzo di luna in mano. Dietro questo apparente collage onirico c'è in realtà una sapiente descrizione fisica degli spazi e delle proporzioni: la scala stretta e dalla lunghezza abnorme indica che la luna è appunto molto lontana, fuori dalla normale portata umana.
 

Cosa non si è disposti a fare, pur di soddisfare le richieste dei propri figli. La luna è avvertita, e dopo questo libro, sarà costretta a dormire con un occhio solo. Pena la sua integrità.



"Papà mi prendi la luna per favore?" - Eric Carle - ‪Margherita